Emergenza Ucraina

Carissimi,
innanzi tutto un grazie di cuore per la vostra generosità, le offerte per l’emergenza Ucraina stanno arrivando e anche disponibilità per le  accoglienze.
Alcune persone hanno avuto difficoltà agli uffici postali nell’inviare le donazioni perché nella precedente mail avevo scritto solo il numero IBAN e non tutte le coordinate per l’invio, e allora eccole:

Insieme per la Pace. 6951 Signôra / Val Colla
(Ti) Svizzera
CCP 69-32616-5
IBAN CH75 0900 0000 6903 2616 5

vi ricordo che le donazioni sono detraibili dalle tassazioni. In merito alle deduzioni se non avete le ricevute postali o bancarie, potete richiedere gli attestati ma per favore mettete anche il totale del montante (padrinato, regali solidali, offerte varie, ecc…) per aiutare a risparmiare tempo per la ricerca, grazie.
Ne approfitto per darvi alcune informazioni più dettagliate in merito alle persone che stiamo cercando di far evacuare dall’Ucraina.
Una donna arriva oggi a Bergamo, Antonio e Anna la stanno andando ad accogliere, mentre purtroppo tutti gli altri si trovano ancora in Ucraina. Una mamma con due bimbi che sarebbero dovuti arrivare domani, sono rimasti bloccati in un rifugio perché venerdì sera quando avrebbero dovuto partire, sparavano e bombardavano troppo: si spera possano arrivare verso il fine settimana.
Il viaggio consiste in 4/5 tappe dal loro rifugio fino a Milano o a Bergamo, di cui le prime 2 ancora in Ucraina, poi passando dalla Moldavia arrivano in Romania, dove dal governo ricevono una scheda prepagata per il telefono, un panino e una bottiglietta d’acqua.
Dalla Moldavia a Milano ci sono circa 20 ore di pullman, poi Anna (che parla ucraino) e Antonio le vanno a prendere per portarle in Ticino.

Grata di avevi con noi  sulla via della solidarietà
invio i migliori saluti 
gabriella

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Emergenza Ucraina

Carissimi,
una giovane coppia di nostri amici con già tre figli, da sabato scorso ospitano due bimbi ( 5 e 7 anni) arrivati da soli, su un pullman proveniate dall’Ucraina, ora sono in attesa della loro mamma. Sono arrivati stravolti, stanchissimi, traumatizzati, magrissimi e malaticci con assolutamente niente, solo una bottiglietta di acqua in mano.
Antonio il papà con la moglie Anna di nazionalità ucraina, stanno cerando di aiutare a evacuare il più possibile dai territori di guerra bimbi e giovani mamme; le più anziane si rifiutano di partire, non vogliono abbandonare il loro paese, i loro figli e i mariti in guerra.

Come associazione abbiamo deciso di raccogliere fondi ed avvalerci dell’esperienza concreta di Antonio e Anna per:

  • Pagare viaggi della salvezza (200 euro per persona)
  • Acquistare beni di prima necessità al loro arrivo qui in Ticino
  • Cercare alloggi, alcuni li abbiamo già trovati, ora cerchiamo per una mamma con una figlia di 12 anni che ancora si trovano in Ucraina

Nella speranza che vogliate unirvi a noi, insieme porteremo sollievo e solidarietà a gente spogliata di tutto.

IBAN CH75 0900 0000 6903 2616 5

Per l’associazione gabriella

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Ma???

Carissimi,
con immensa tristezza per quanto sta succedendo in Ucraina, anche dal Ruanda le notizie che giornalmente arrivano non sono affatto buone, non per cattiveria e prevaricazione umana ma per il cambiamento climatico che da anni sta sconvolgendo il paese:  piove, piove, strapiove con poche interruzioni e, se si può dire, senza pietà. Oltre agli scrosci d’acqua, anche temporali che allagano villaggi e stravolgono strade, venti violenti che scoperchiano case, scuole e ospedali.
Settimana scorsa a Kinihira un fulmine ha letteralmente divelto i servizi igienici della scuola e un ragazzino di nove anni è deceduto all’interno.
Ieri alla scuola Itetero gli allievi hanno dovuto essere evacuati e alcune aule hanno subito danni importanti.
L’agricoltura ne risente, la gente riesce difficilmente a coltivare e così il cibo scarseggia, i bambini e gli anziani ne soffrono.

Ma veramente non solo non c’è pace su questo nostro pianeta: le guerre, la fame,  le violenze,  il non rispetto dei diritti umani, la pandemia, la disoccupazione,  l’inquinamento atmosferico, la flora e la fauna in via di estinzione, la desertificazione, lo scioglimento dei ghiacciai  portano a scenari da incubo.

E da noi un assaggio di siccità….

un abbraccio a tutti i bimbi del mondo

Gabriella

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In ricordo

Carissimi,
a inizio dicembre avevo inviato la mail “anche buone notizie” dove ho raccontato la storia di Bizimana che dopo 27 anni ha ritrovato sua nonna, unica superstite della famiglia a seguito del genocidio che ha sconvolto il Ruanda.
Ora purtroppo la brutta notizia: Bizimana è deceduto ieri, in un incidente di camion. 
Questo strano, per non dire crudele, destino ancora una volta ci lascia senza fiato, attoniti, tristi. 
Petit, così tutti lo chiamavamo perché era il più piccolo e il più coccolato della nostra casa famiglia di Remera, se n’è andato lasciandoci sgomenti, lasciando il suo bimbo di cui andava tanto fiero e la giovane moglie.
Immagino il dolore della nonna che aveva ritrovato l’unico nipotino superstite e di tutte le sorelle e dei fratelli del nostro foyer.
Bizimana Petit, così ormai si chiamava anche sul suo profilo Facebook, aveva moltissimi amici: ben 1671 “followers” . Era bene amato da tutti per la sua semplicità, la sua disponibilità e il sorriso che sempre gli illuminava il volto. 
Cresciuto e diventato ormai capo famiglia si era anche offerto per fare volontariato per la nostra associazione. Grazie a lui abbiamo distribuito capre e galline,  frutto dei regali solidali del natale 2021, al villaggio dove abita sua nonna.

All’età di dieci anni Bizimana ha chiesto di essere il battezzato e avendo solo un nome ufficiale si è scelto lui il secondo, Théophile, probabilmente ispiratosi a un calciatore francese.
Caro Petit Bizimana Théophile un abbraccio e buon viaggio… … ti voglio ricordare con le ultime tue foto che mi hai mandato di te e del tuo piccolo che ti assomiglia moltissimo e una di quando avevi 6 anni  a casa nostra a Kigali
maman gaby

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Capre, galline e mucche…

Buongiorno a tutti, 
con piacere allego un PDF del periodico luganese  il CERESIO, ringraziando di tutto cuore il giornalista Raimondo Locatelli per il bellissimo articolo: un riassunto conciso e fedele della mia vita e del mio impegno per il Ruanda, corredato da parecchie fotografie. C’è pure la foto di me piccolina davanti all’Hotel Splendide con il mio amato papà, che pochi mesi dopo la foto è deceduto a soli quarant’anni, lasciandomi nel più grande sconforto… rinchiusa nel mio dolore per mesi mi sono isolata nel più totale silenzio… sapevo solo piangere…  facendo la spola da una nonna all’altra, entrambe vedove, che mi hanno coccolata e amata moltissimo. Probabilmente da questo periodo molto difficile nasce la mia vicinanza ai bimbi orfani e per esprimere la gratitudine alle mie nonne ecco il mio impegno per gli anziani, le vedove e i bambini in difficoltà.

Anche quest’anno i regali solidali hanno avuto molto successo. Ringrazio di cuore tutti quanti hanno aderito all’iniziativa. Ieri ho spedito la III tranche delle donazioni ricevute per la distribuzione di animali di piccola taglia per un totale di CHF 15’885.- e per due mucche altri CHF 1050.-.
Galline, capre e pecore vengono distribuite in tre differenti regioni (il nostro amico Marco veterinario può tirare un sospiro di sollievo, non stiamo inondando di capre solo villaggio…con le conseguenze sulla biodiversità che porterebbero comportare), mentre una mucca verrà data a Rutongo a Kamali, un ragazzo sordomuto che ha terminato le scuole dell’obbligo e di conseguenza il sostegno, il cui sogno da sempre era di possedere una mucca;l’altra alla nonna di Bizimana, ritrovata dopo 27 anni, così la sua felicità oltre ad aver ritrovato un nipotino disperso durante il genocidio, raddoppia, coronando il sogno di una vita di possedere una mucca.
Nella cultura ruandese da sempre le mucche sono davvero molto importanti. Durante gli anni del colonialismo, quando i Belgi hanno destabilizzato il Paese distinguendo gli abitanti dei vari clan in etnie, un Hutu che riusciva a possedere una mucca automaticamente diventava un Tutzi;  un giovane ragazzo per fidanzarsi doveva (e vige ancora tutt’ora)  impegnarsi a dare una o diverse mucche, a dipendenza della possibilità, ai genitori della sua amata, durante grandi festeggiamenti per l’occasione.
Nella savana quando ancora non era diventata sparsa di villaggi cresciuti come funghi negli ultimi anni per accogliere migliaia e migliaia di profughi, i pochi abitanti di allora possedevano mandrie con centinaia di esemplari di splendide mucche dalle corna lunghissime, di cui ora ne sono rimaste ben pochi esemplari, anche perché non redditizie.
Sono sempre stata orgogliosa per questa foto che ho scattato nel 1996 a Rwinkwuawu, nelle vicinanze dell’entrata del parco Akagera, quando bloccata in auto ho dovuto pazientare per lasciare passare tutta la mandria, ricompensata e beata della meraviglia di questa fiumana di corna.

Con i migliori Auguri per le prossime Festività invio un caro saluto,
gabriella

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Anche buone notizie

Carissimi

Prima di passare alla buona notizia, che sa di miracolo per Bizimana, vi comunico che a causa della pandemia abbiamo deciso di non partecipare al mercatino di Vezio in programma sabato 5  e a quello di Manno di mercoledì 8 dicembre.Chi avesse voluto ritirare il vino in uno di questi due mercatini, può riservarlo direttamente allo 0793150823 e ci accorderemo per la consegna.
Ed ora per passare alla buona notizia bisogna fare un salto indietro nel tempo e ritrovarci nel 1996. 
È mattina prestissimo, sicuramente prima dell’alba. Squilla il telefono: devi venire subito a Roma, con urgenza dobbiamo partire per lo Zaire, ancora oggi stesso o al massimo domattina, èMariapia, il suo tono è perentorio! Mi dice che è stata sollecitata da alcune mamme italiane perché i loro figli sacerdoti salesiani si trovano a Goma, allora ancora Zaire, e sono molto preoccupate perché laggiù è iniziata una ennesima guerra.  Le chiedono anzi, la supplicano di fare tutto il possibile per andare a recuperarli e riportarli in Italia. Quasi inutile dire che nello spazio di due giorni ci troviamo in Ruanda e Mariapia si dà da fare (strafare per dir la verità)  perché qualcuno ci accompagni in questa missione che ha dell’impossibile, anche perché le frontiere sono chiuse. Ma il giorno dopo, mattina prestissimo, siamo in viaggio. Mariapia ed io su un auto un po’ malmessa e dietro a noi un Pick UP con la solita scorta di quando mi trovo in Ruanda con lei: i militari dell’FPR. Sul mezzogiorno arriviamo a Gisenyi dove ovviamente troviamo la dogana chiusa. Mariapia è determinata e insiste, insiste (lei è sempre in missione con una uniforme blu e tante medaglie al petto e si fa passare per il generale Fanfani). In effetti alcune ore dopo eccoci a una piccola  dogana, sparsa tra i vulcani, dove dobbiamo scendere dall’auto e proseguire a piedi. Attraversiamo il confine senza che ci vien chiesto alcun documento. Camminiamo alcune centinaia di metri fin che arriviamo su una strada asfaltata in direzione di Goma, dove troviamo un auto ad attenderci che ci porta al centro dei salesiani. Tutti stanno bene! Sono ovviamente allibiti di ricevere visite: Mariapia spiega il motivo, le loro mamme sono preoccupatissime e li rivogliono a casa e dice che devono prepararsi in fretta e rientrare con noi. Loro assolutamente non vogliono spostarsi dicono o tutti o nessuno, alcuni sacerdoti sono fuori a cercare cibo per la comunità quindi niente da fare. Ci raccontano che la settimana prima quando sono iniziati gli spari i rifugiati del campo profughi di Goma sono tutti scappati verso l’interno del paese lasciando nel campo alcuni ragazzi, che si sono poi rifugiati al loro centro, ma per loro è difficile sfamarli tutti. Ci dicono in particolare che una dozzina di ragazzi hanno espresso il desiderio di rientrare in Ruanda. Tra questi ragazzi c’è un piccolino, rimasto orfano a Kigali durante il genocidio e preso da una vicina che scappando dall’inferno insieme ad altre migliaia di persone si è rifugiata nello Zaire, dove si è formato un numerosissimo campo profughi. Quando sono iniziati gli spari la “sua nuova mamma” è scappata assieme agli altri rifugiati lasciando il piccolo Bizimana abbandonato a se stesso. Una suora l’ha trovato e lo ha portato dai salesiani e ora ci chiedono di riportare pure lui in Ruanda.E allora eccoci di ritorno con 14 ragazzi, veniamo riportati alla piccola frontiera e di nuovo attraversiamo il confine a piedi, con la piccola mano di Bizimana nella mia lasciamo gli spari alle spalle… un sospiro di sollievo ed ecco i militari delle scorta che ci stanno aspettando, sorpresi di vedere che non siamo più sole. Ovviamente un po’ di discussioni, che si fa? Come portare tutti a Kigali? E alla fine si riparte, Bizimana con noi e i ragazzi sul Pick Up insieme ai militari, ovviamente Mariapia è riuscita ad ottenere anche questo fuori programma.Ormai è notte e ripercorrere la strada per rientrare è da incubo, fitta nebbia, pioggia, nevischio, strade scoscese. Pensiamo ai “nostri ragazzi” all’aperto sul Pick Up e noi al coperto… per fortuna almeno il piccolino è con noi. Mariapia chiede all’autista di domandare al piccolo come si sente, lui risponde umugati , pane. Da lì la promessa a Mariapia che avrei fatto il possibile per organizzare un panificio.Rientriamo a notte fonda al centro dei salesiani di Kigali col nostro carico umano e veniamo accolti senza nessun problema, invitandoci a passare alcuni giorni con loro.Aggiungo Bizimana alla nostra lista per poi sistemarlo nella nostra casa famiglia che in quel periodo stavo organizzando, per raccogliere bimbi e ragazzi rimasti totalmente orfani.Bizimana ha finalmente una nuova famiglia, viene chiamato Petit, ancora oggi mi chiama mamma e gli altri ragazzi del foyer sorelle e fratelli. Frequenta la scuola materna, le elementari, le superiori, poi fa una specializzazione in costruzione. Ormai cresciuto chiede di poter spostarsi alla nostra fattoria e occuparsi un po’ di tutti i lavoretti che ci sono da fare e del negozietto dove vengono venduti i nostri prodotti, mentre altri ragazzi si occupano degli animali, delle coltivazioni. Vi rimane fino 2018 quando termina il progetto fattoria perché tutti ragazzi sono ormai maggiorenni e in grado di poter continuare da soli, avendo ricevuto una educazione e gli strumenti necessari per andare incontro a un futuro di speranza.
Anche Bizimana riceve una parcella, un fondo per costruire una casetta e salutandolo con il nodo in gola, gli auguro ogni bene. E il bene gli è proprio arrivato: trova un lavoro, conosce una dolcissima ragazza. Lo scorso anno si sono sposati e già quest’anno sono diventati genitori di un bel maschietto. 
La grande sorpresa a settembre di quest’anno: lo chiama un signore che lo aveva conosciuto da ragazzino e ricostruendo un po’ la sua storia gli dice che ha incontrato una signora anziana ed è convinto che quasi sicuramente é la sua nonna materna.In effetti è proprio lei, la nonna finalmente ritrovata dopo ben 27 anni.  Si sono potuti riabbracciare alcune domeniche fa.La nonna si chiama Ntabanganyimana Verdianie, il suo nome ruandese significa non tutti hanno la stessa fortuna, un presagio datole alla nascita? Bizimana significa solo Dio lo sa.

Con carissimi saluti gabriella

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Regali solidali

Carissimi,
e rieccoci nuovamente alle soglie di un altro Natale, ancora purtroppo minacciato dalla pandemia.Con esso vi chiediamo nuovamente di aiutarci anche sostenendoci con l’acquisto dei nostri prodotti “made in Ticino” gentilmente offerti all’associazione, senza alcuna spesa da parte nostra.Questi regali solidali servono a incrementare l’educazione, la sanità, gli alloggi, la fornitura di acqua potabile, la distribuzione di animali di piccola taglia e una corretta alimentazione, per portare benessere a chi vive situazioni di estremo disagio.
Le autorità della regione di Byumba / Kiniriha (tra 2300/ 2500 metri d’altezza) chiedono cortesemente la possibilità che le 239 famiglie (1186 individui) più  indigenti del villaggio, possano beneficiare almeno di un paio di galline o di una capra. Abbiamo ricevuto pure il preventivo per un nuovo acquedotto che servirà anche una scuola elementare con 1’800 allievi, due comunità con un totale di 494 nuclei familiari e una parrocchia; nei prossimi giorni vedremo di iniziare a organizzare per la costruzione dell’impianto.
E allora:
– vino Nebiungu, merlot sia bianco sia rosso a CHF 15.- la bottiglia e il box da sei CHF 90.-
– miele Millefiori di Sasso Corbaro CHF 15.-
– ciambelle ticinesi all’anice CHF 6.- il sacchetto da sei ciambelle
– per i regali solidali CHF 5.- gallina o gallo, CHF 30.- capretta CHF 30.-, con attestati

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Rivista di Lugano

Carissimi,

Per chi non l’avesse ricevuta non essendo del luganese, ecco il Pdf dell’articolo pubblicato il 15 ottobre sulla Rivista di Lugano, dal 1938 il settimanale del luganese. 
Ringrazio di cuore il giornalista Giuseppe Zois per la sua sensibilità e umanità e Roberto Guidi, caporedattore, per la sua disponibilità.

Con cari saluti gabriella 

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Bigné extra large

Carissimi,
ecco tutti riuniti i beneficiari dei nostri sostegni collettivi. Sono 93 tra bimbi e ragazzi orfani di entrambi i genitori che sono a carico di nonni, bisnonni o parenti della famiglia allargata. La maggior parte sono orfani di AIDS, altri di genitori deceduti per il diabete ed alcuni la cui madre è morta nel partorirli.
Ricordo che in Ruanda gli orfanotrofi sono ormai stati tutti chiusi e i bambini sono stati dati tutti in adozioni a famiglie ruandesi, tutti sono seguiti da assistenti sociali che li visitano regolarmente per accertarsi che siano scolarizzati, in buone condizioni di salute e soprattuto trattati bene.

Questi bimbi nella foto sono stati segnalati all’associazione delle vedove dai servizi sociali per cercare la possibilità di garantire un minimo di sostegno. La richiesta è stata passata a noi. Abbiamo deciso di accettarla: ad ogni famiglia che li ha adottati ogni mese garantiamo FRW 10’000.- (equivalente e circa CHF 10.-), la tredicesima all’inizio dell’anno scolastico e la quattordicesima a Natale.
Il numero dei bambini sostenuti col nostro progetto di adozioni a distanza risulta in calo anche a fine 2020 in quanto da gennaio 2015 abbiamo sospeso il progetto di sostegno a distanza personalizzato, optando per aiuti collettivi perché la situazione sul territorio ci impone delle scelte: per questi 93 orfani, ancora in età scolastica sarebbe impossibile riuscire a dare loro un padrinato quindi, come i beneficiari sostenuti terminano l’obbligatorietà scolastica di ben 12 anni, chiediamo ai padrini se vogliono continuare con sostegni collettivi. Lavoriamo con persone di nostra completa fiducia, sicuri che gli aiuti vengono distribuiti in modo equo e basilare.

Oggi tutti sono particolarmente contenti perché a loro piace ritrovarsi tutti insieme al centro dell’associazione per la foto annuale (incontro che purtroppo lo scorso anno è stato annullato per il lockdown), ma forse anche perché sono sicuri che dalla panetteria uscirà qualcosa di buono, appena sfornato. Quest’anno si è deciso di dare a ciascuno un bignè, per l’occasione “extra large”.
Ovviamente anche i loro accompagnatori sono stati serviti, per un totale di FRW 25’000.- per circa 120 persone, ossia un bignè a circa venti centesimi svizzeri. Per avere un’idea di come i prezzi della nostra panetteria sono bassi: a Kigali un espresso costa l’equivalente circa di fr 2.00.-.

Sulla sfondo della prima foto il centro del’’associazione delle vedove che abbiamo costruito nel 1995, ancora in perfette condizioni;
sullo sfondo della altre due, la casa tradizionale ruandase, costruita nel 2001 dai volontari del mendrisiotto, ma ristrutturata già alcune volte perché il tetto era di paglia e con le intemperie si rovinava spesso. Due anni fa hanno deciso di mettere delle lamiere perché più resistenti e di tinteggiare le pareti con i colori della bandiera del Ruanda, per rendere più resistente il legame sottostante.

Purtroppo anche in Ruanda il cambiamento climatico si fa sentire in maniera pesante, il ciclo della stagioni è cambiato nel senso che fino ad alcuni anni fa c’era la stagione della grande siccità seguita dalla stagione grandi piogge, poi piccola siccità e piccole piogge. Ora la stagione della grandi piogge si è prolungata nel tempo portando con sé distruzioni, erosioni, allagamenti e troppa pioggia danneggia pure i campi e le piantagioni e risulta anche difficoltoso far seccare i fagioli e la manioca, loro alimento base.
con cari saluti Gabriella e Mirta (una della volontarie che ha partecipato alla costruzione della casa tradizionale nel 2001)

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Finalmente

Vi informiamo che domani, con sollievo dato l’incertezza della meteo, si terrà la manifestazione Il MONDO AL PARCO.
Noi saremo gioiosamente presenti con la nostra bancarella di prodotti d’artigianato ruandese e le deliziose ciambelle all’anice di Manuela, fresche fresche, sfornate tra ieri e oggi.

Nella speranza di incontrarvi inviamo i migliori saluti.

Per l’associazione gabriella

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