Anche buone notizie

Carissimi

Prima di passare alla buona notizia, che sa di miracolo per Bizimana, vi comunico che a causa della pandemia abbiamo deciso di non partecipare al mercatino di Vezio in programma sabato 5  e a quello di Manno di mercoledì 8 dicembre.Chi avesse voluto ritirare il vino in uno di questi due mercatini, può riservarlo direttamente allo 0793150823 e ci accorderemo per la consegna.
Ed ora per passare alla buona notizia bisogna fare un salto indietro nel tempo e ritrovarci nel 1996. 
È mattina prestissimo, sicuramente prima dell’alba. Squilla il telefono: devi venire subito a Roma, con urgenza dobbiamo partire per lo Zaire, ancora oggi stesso o al massimo domattina, èMariapia, il suo tono è perentorio! Mi dice che è stata sollecitata da alcune mamme italiane perché i loro figli sacerdoti salesiani si trovano a Goma, allora ancora Zaire, e sono molto preoccupate perché laggiù è iniziata una ennesima guerra.  Le chiedono anzi, la supplicano di fare tutto il possibile per andare a recuperarli e riportarli in Italia. Quasi inutile dire che nello spazio di due giorni ci troviamo in Ruanda e Mariapia si dà da fare (strafare per dir la verità)  perché qualcuno ci accompagni in questa missione che ha dell’impossibile, anche perché le frontiere sono chiuse. Ma il giorno dopo, mattina prestissimo, siamo in viaggio. Mariapia ed io su un auto un po’ malmessa e dietro a noi un Pick UP con la solita scorta di quando mi trovo in Ruanda con lei: i militari dell’FPR. Sul mezzogiorno arriviamo a Gisenyi dove ovviamente troviamo la dogana chiusa. Mariapia è determinata e insiste, insiste (lei è sempre in missione con una uniforme blu e tante medaglie al petto e si fa passare per il generale Fanfani). In effetti alcune ore dopo eccoci a una piccola  dogana, sparsa tra i vulcani, dove dobbiamo scendere dall’auto e proseguire a piedi. Attraversiamo il confine senza che ci vien chiesto alcun documento. Camminiamo alcune centinaia di metri fin che arriviamo su una strada asfaltata in direzione di Goma, dove troviamo un auto ad attenderci che ci porta al centro dei salesiani. Tutti stanno bene! Sono ovviamente allibiti di ricevere visite: Mariapia spiega il motivo, le loro mamme sono preoccupatissime e li rivogliono a casa e dice che devono prepararsi in fretta e rientrare con noi. Loro assolutamente non vogliono spostarsi dicono o tutti o nessuno, alcuni sacerdoti sono fuori a cercare cibo per la comunità quindi niente da fare. Ci raccontano che la settimana prima quando sono iniziati gli spari i rifugiati del campo profughi di Goma sono tutti scappati verso l’interno del paese lasciando nel campo alcuni ragazzi, che si sono poi rifugiati al loro centro, ma per loro è difficile sfamarli tutti. Ci dicono in particolare che una dozzina di ragazzi hanno espresso il desiderio di rientrare in Ruanda. Tra questi ragazzi c’è un piccolino, rimasto orfano a Kigali durante il genocidio e preso da una vicina che scappando dall’inferno insieme ad altre migliaia di persone si è rifugiata nello Zaire, dove si è formato un numerosissimo campo profughi. Quando sono iniziati gli spari la “sua nuova mamma” è scappata assieme agli altri rifugiati lasciando il piccolo Bizimana abbandonato a se stesso. Una suora l’ha trovato e lo ha portato dai salesiani e ora ci chiedono di riportare pure lui in Ruanda.E allora eccoci di ritorno con 14 ragazzi, veniamo riportati alla piccola frontiera e di nuovo attraversiamo il confine a piedi, con la piccola mano di Bizimana nella mia lasciamo gli spari alle spalle… un sospiro di sollievo ed ecco i militari delle scorta che ci stanno aspettando, sorpresi di vedere che non siamo più sole. Ovviamente un po’ di discussioni, che si fa? Come portare tutti a Kigali? E alla fine si riparte, Bizimana con noi e i ragazzi sul Pick Up insieme ai militari, ovviamente Mariapia è riuscita ad ottenere anche questo fuori programma.Ormai è notte e ripercorrere la strada per rientrare è da incubo, fitta nebbia, pioggia, nevischio, strade scoscese. Pensiamo ai “nostri ragazzi” all’aperto sul Pick Up e noi al coperto… per fortuna almeno il piccolino è con noi. Mariapia chiede all’autista di domandare al piccolo come si sente, lui risponde umugati , pane. Da lì la promessa a Mariapia che avrei fatto il possibile per organizzare un panificio.Rientriamo a notte fonda al centro dei salesiani di Kigali col nostro carico umano e veniamo accolti senza nessun problema, invitandoci a passare alcuni giorni con loro.Aggiungo Bizimana alla nostra lista per poi sistemarlo nella nostra casa famiglia che in quel periodo stavo organizzando, per raccogliere bimbi e ragazzi rimasti totalmente orfani.Bizimana ha finalmente una nuova famiglia, viene chiamato Petit, ancora oggi mi chiama mamma e gli altri ragazzi del foyer sorelle e fratelli. Frequenta la scuola materna, le elementari, le superiori, poi fa una specializzazione in costruzione. Ormai cresciuto chiede di poter spostarsi alla nostra fattoria e occuparsi un po’ di tutti i lavoretti che ci sono da fare e del negozietto dove vengono venduti i nostri prodotti, mentre altri ragazzi si occupano degli animali, delle coltivazioni. Vi rimane fino 2018 quando termina il progetto fattoria perché tutti ragazzi sono ormai maggiorenni e in grado di poter continuare da soli, avendo ricevuto una educazione e gli strumenti necessari per andare incontro a un futuro di speranza.
Anche Bizimana riceve una parcella, un fondo per costruire una casetta e salutandolo con il nodo in gola, gli auguro ogni bene. E il bene gli è proprio arrivato: trova un lavoro, conosce una dolcissima ragazza. Lo scorso anno si sono sposati e già quest’anno sono diventati genitori di un bel maschietto. 
La grande sorpresa a settembre di quest’anno: lo chiama un signore che lo aveva conosciuto da ragazzino e ricostruendo un po’ la sua storia gli dice che ha incontrato una signora anziana ed è convinto che quasi sicuramente é la sua nonna materna.In effetti è proprio lei, la nonna finalmente ritrovata dopo ben 27 anni.  Si sono potuti riabbracciare alcune domeniche fa.La nonna si chiama Ntabanganyimana Verdianie, il suo nome ruandese significa non tutti hanno la stessa fortuna, un presagio datole alla nascita? Bizimana significa solo Dio lo sa.

Con carissimi saluti gabriella

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Regali solidali

Carissimi,
e rieccoci nuovamente alle soglie di un altro Natale, ancora purtroppo minacciato dalla pandemia.Con esso vi chiediamo nuovamente di aiutarci anche sostenendoci con l’acquisto dei nostri prodotti “made in Ticino” gentilmente offerti all’associazione, senza alcuna spesa da parte nostra.Questi regali solidali servono a incrementare l’educazione, la sanità, gli alloggi, la fornitura di acqua potabile, la distribuzione di animali di piccola taglia e una corretta alimentazione, per portare benessere a chi vive situazioni di estremo disagio.
Le autorità della regione di Byumba / Kiniriha (tra 2300/ 2500 metri d’altezza) chiedono cortesemente la possibilità che le 239 famiglie (1186 individui) più  indigenti del villaggio, possano beneficiare almeno di un paio di galline o di una capra. Abbiamo ricevuto pure il preventivo per un nuovo acquedotto che servirà anche una scuola elementare con 1’800 allievi, due comunità con un totale di 494 nuclei familiari e una parrocchia; nei prossimi giorni vedremo di iniziare a organizzare per la costruzione dell’impianto.
E allora:
– vino Nebiungu, merlot sia bianco sia rosso a CHF 15.- la bottiglia e il box da sei CHF 90.-
– miele Millefiori di Sasso Corbaro CHF 15.-
– ciambelle ticinesi all’anice CHF 6.- il sacchetto da sei ciambelle
– per i regali solidali CHF 5.- gallina o gallo, CHF 30.- capretta CHF 30.-, con attestati

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Rivista di Lugano

Carissimi,

Per chi non l’avesse ricevuta non essendo del luganese, ecco il Pdf dell’articolo pubblicato il 15 ottobre sulla Rivista di Lugano, dal 1938 il settimanale del luganese. 
Ringrazio di cuore il giornalista Giuseppe Zois per la sua sensibilità e umanità e Roberto Guidi, caporedattore, per la sua disponibilità.

Con cari saluti gabriella 

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Bigné extra large

Carissimi,
ecco tutti riuniti i beneficiari dei nostri sostegni collettivi. Sono 93 tra bimbi e ragazzi orfani di entrambi i genitori che sono a carico di nonni, bisnonni o parenti della famiglia allargata. La maggior parte sono orfani di AIDS, altri di genitori deceduti per il diabete ed alcuni la cui madre è morta nel partorirli.
Ricordo che in Ruanda gli orfanotrofi sono ormai stati tutti chiusi e i bambini sono stati dati tutti in adozioni a famiglie ruandesi, tutti sono seguiti da assistenti sociali che li visitano regolarmente per accertarsi che siano scolarizzati, in buone condizioni di salute e soprattuto trattati bene.

Questi bimbi nella foto sono stati segnalati all’associazione delle vedove dai servizi sociali per cercare la possibilità di garantire un minimo di sostegno. La richiesta è stata passata a noi. Abbiamo deciso di accettarla: ad ogni famiglia che li ha adottati ogni mese garantiamo FRW 10’000.- (equivalente e circa CHF 10.-), la tredicesima all’inizio dell’anno scolastico e la quattordicesima a Natale.
Il numero dei bambini sostenuti col nostro progetto di adozioni a distanza risulta in calo anche a fine 2020 in quanto da gennaio 2015 abbiamo sospeso il progetto di sostegno a distanza personalizzato, optando per aiuti collettivi perché la situazione sul territorio ci impone delle scelte: per questi 93 orfani, ancora in età scolastica sarebbe impossibile riuscire a dare loro un padrinato quindi, come i beneficiari sostenuti terminano l’obbligatorietà scolastica di ben 12 anni, chiediamo ai padrini se vogliono continuare con sostegni collettivi. Lavoriamo con persone di nostra completa fiducia, sicuri che gli aiuti vengono distribuiti in modo equo e basilare.

Oggi tutti sono particolarmente contenti perché a loro piace ritrovarsi tutti insieme al centro dell’associazione per la foto annuale (incontro che purtroppo lo scorso anno è stato annullato per il lockdown), ma forse anche perché sono sicuri che dalla panetteria uscirà qualcosa di buono, appena sfornato. Quest’anno si è deciso di dare a ciascuno un bignè, per l’occasione “extra large”.
Ovviamente anche i loro accompagnatori sono stati serviti, per un totale di FRW 25’000.- per circa 120 persone, ossia un bignè a circa venti centesimi svizzeri. Per avere un’idea di come i prezzi della nostra panetteria sono bassi: a Kigali un espresso costa l’equivalente circa di fr 2.00.-.

Sulla sfondo della prima foto il centro del’’associazione delle vedove che abbiamo costruito nel 1995, ancora in perfette condizioni;
sullo sfondo della altre due, la casa tradizionale ruandase, costruita nel 2001 dai volontari del mendrisiotto, ma ristrutturata già alcune volte perché il tetto era di paglia e con le intemperie si rovinava spesso. Due anni fa hanno deciso di mettere delle lamiere perché più resistenti e di tinteggiare le pareti con i colori della bandiera del Ruanda, per rendere più resistente il legame sottostante.

Purtroppo anche in Ruanda il cambiamento climatico si fa sentire in maniera pesante, il ciclo della stagioni è cambiato nel senso che fino ad alcuni anni fa c’era la stagione della grande siccità seguita dalla stagione grandi piogge, poi piccola siccità e piccole piogge. Ora la stagione della grandi piogge si è prolungata nel tempo portando con sé distruzioni, erosioni, allagamenti e troppa pioggia danneggia pure i campi e le piantagioni e risulta anche difficoltoso far seccare i fagioli e la manioca, loro alimento base.
con cari saluti Gabriella e Mirta (una della volontarie che ha partecipato alla costruzione della casa tradizionale nel 2001)

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Finalmente

Vi informiamo che domani, con sollievo dato l’incertezza della meteo, si terrà la manifestazione Il MONDO AL PARCO.
Noi saremo gioiosamente presenti con la nostra bancarella di prodotti d’artigianato ruandese e le deliziose ciambelle all’anice di Manuela, fresche fresche, sfornate tra ieri e oggi.

Nella speranza di incontrarvi inviamo i migliori saluti.

Per l’associazione gabriella

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Che emozione…

Carissimi oggi finalmente gli anziani sono saliti all’associazione per ritirare la loro “pensione”: i soldi che regolarmente, da anni, ricevono ogni mese da Insieme per la Pace. Constance ha voluto regalarmi una video chiamata e così ci siamo rivisti dopo diversi anni… confesso, una grande emozione e un po’ di nostalgia. Sono stupita di come sono ancora arzilli. Per molti arrivare a Rutongo è una vera faticaccia, il loro lungo bastone non é abbastanza come supporto alla salita così impegnativa, parecchi di loro abitano lontano, a ore di distanza su sentieri ripidi o scoscesi che attraversano bananeti e campi di fagioli e di patate. La maggior parte stamane si è messa in marcia ancora al buio, con parecchie volontarie per accompagnarli. Per tradizione una volta ogni anno salgono all’associazione per la foto di rito. Durante il resto dell’anno, essendo il viaggio troppo impegnativo, le volontarie portano la “pensione” direttamente alle loro case.  Lo scorso anno a causa del lockdown per il Covid purtroppo niente foto di gruppo da inviare ai loro sponsor. 

Quest’anno eccoli muniti di mascherine e tutti già vaccinati, seconda dose compresa.

In Ruanda le vaccinazioni hanno seguito una procedura ben precisa: innanzi tutto il personale che lavora nella sanità, poi le persone che hanno contatto con molta gente, insegnanti e autisti di bus e taxi compresi, poi gli anziani e così di seguito. Come i vaccini arrivano nel Paese, la strategia per servirli è efficiente e capillare, fin nei luoghi più sperduti.
Mi ha fatto pure molto piacere rivedere la mia umukecuru dopo due anni. …  Elisabeth Nyirafara ora ne ha 87, porta gli stessi abiti della scorsa volta … (e pure io, per via del fuoco di Sant’Antonio gli unici pantaloni che non mi disturbano e grazie ai quali ho passato l’estate, accompagnati dall’immancabile maglietta gialla con ricamato un gorilla).

Nel frattempo la nuova impastatrice è arrivata ed è già in funzione, è sempre attiva la raccolta fondi se qualcuno vuole contribuire IBAN CH75 0900 0000 6903 2616 5

Con cari saluti, gabriella

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Aggiornamenti

Buongiorno,
eccomi dopo un periodo di assenza, purtroppo mi ha fulminata un fuoco di Sant’Antonio dolorosissimo che sembra, e lo spero vivamente, in via di estinzione dopo oltre due mesi…
Eravamo rimasti agli impianti idraulici di sei nuovi villaggi nella savana. Il progetto è terminato, l’acqua è già a disposizione della popolazione anche se per via del Covid 19 il passaggio ufficiale dalle autorità ai responsabili di ogni villaggio non ha potuto ancora essere attuato. Quindi aspetto foto e rapporto non appena il lockdown nella regione sarà terminato.La pandemia in Ruanda era abbastanza sotto controllo ma un aumento di casi inaspettato a seguito della drammatica eruzione a fine maggio di quest’anno del vulcano Nyjragongo in Congo, a poca distanza dal Ruanda, ha portato l’evacuazione di 400mila persone, molte delle quali entrate in Ruanda con parallela diffusione del virus.
Durante questo periodo estivo e infuocato, comunque le attività di Insieme per la Pace sul territorio sono continuate. Oltre ai sostegni a distanza che procedono regolarmente, ci siamo occupati della panetteria perché col passare degli anni e con la crescita delle vendite l’età degli impianti si è fatta sentire.A giugno si è dovuto rifare il forno a legna, prendendo così l’occasione di ingrandirlo e renderlo più ecologico per un minor utilizzo di legna e abbiamo messo a disposizione una terza moto per ampliare i punti vendita e raggiungere mercati più lontani.A luglio abbiamo stanziato CHF 5’000.- per l’acquisto all’ingrosso di sacchetti di carta. Due ragazzi provvedevano a confezionare sacchettini di per i prodotti della panetteria. La carta prima del covid 19 arrivava dall’Uganda, ora invece bisognerebbe far capo al mercato del Kenya, dove costa molto di più. Per risparmiare, le donne hanno supplito con sacchetti di plastica, rimediando una multa di 300 fr. perché nel Ruanda la plastica è proibita da oltre 15 anni.

Ci imponiamo di non aumentare il costo pane e anzi distribuiamo buoni mensili per anziani e ragazzi orfani.

Un’altra voce di rilievo prevede l’acquisto per CHF 15’000.- di una nuova impastatrice in sostituzione di quella vecchia, che arrivata ben 25 anni fa di seconda mano, offerta dall’associazione panettieri, portatavi dal Ticino è durata comunque un quarto di secolo. 
A giugno, grazie ai regali solidali, sono terminate le distribuzioni di animali, quest’anno purtroppo andate molto a rilento a causa della pandemia.
Con piacere posso annunciare che Insieme per la Pace si sta finalmente ringiovanendo: è entrata nel comitato Mirta, una volontaria del mendrisiotto che è già stata due volte in Ruanda e che da venti anni ci sta seguendo e sostenendo.
Colgo l’occasione per ringraziare quanti tra voi continuano a sostenerci e i membri del comitato che mi sono sempre vicini e aiutano l’associazione ad essere presente, dinamica e generosa.

Se volete aiutarci a sostenere l’acquisto della nuova impastatrice ecco il nostro numero
CCP 69-32616-5
IBAN CH75 0900 0000 6903 2616 5


Con cari saluti gabriella

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Oggi 25 maggio si celebra la giornata internazionale dell’Unione Africana.

La ricorrenza coincide con l’anniversario della costituzione dell’Unità Africana nel 1963 per celebrare l’indipendenza conquistata da molti paesi, sostituita poi dall’Unione Africana nel 2002, con l’intento di portare al mondo i gravi problemi che ancora affliggono il continente, considerato la culla dell’umanità.

Noi intendiamo celebrarla con aiuti concreti e mirati, rispondendo positivamente al messaggio arrivato l’altro giorno da Constance, la responsabile dell’associazione delle vedove Dushyigikirane, con la quale collaboriamo fin dal 1995:

Bonne après-midi Tante! (In Ruanda per cultura non si può nominare il nome delle persone più anziane o importanti, quindi per alcuni sono Tante, come massimo rispetto) Comme hier on fait la réunion de sécurité dans la province du Nord, la nôtre boulangerie  est choisi:  c’est notre  Boulangerie qui doit  distribuer les produits dans le district de Bicumbi. Nous avons répondu que c’est vous qui peut donner la réponse car ça demande une autre moto (la III).  Dans la caisse nous avons FRW 400’000.-(circa CHF 400.-), nos produits on les aiment beaucoup. J’atttends votre réponse que je vais expliquer aux autorités merci.  Preventivo moto CHF 3.300.

A questo trasferimento aggiungeremo i soldi per le adozioni, i buoni pane e gli anziani di giugno (CHF 16’950.-) e per la costruzione della casa di Uwase (CHF 5.900.-) perché a causa delle erosioni dovute alle forti piogge che hanno colpito il Ruanda lo scorso anno, è stata resa inabitabile. Uwase è una ragazza che dal 2012, quando ancora piccolina, era stata presa a carico con il nostro programma di sostegni a distanza perché orfana di entrambi i genitori. Provvisoriamente ora è ospite dei vicini, nell’attesa della sua nuova abitazione, che verrà costruita nel nuovo Umudugudu (villaggio) Nyarurembo, cellula Kivugira, settore Masoro, comune Bicumbi, su un terreno sicuro da erosioni, messo a disposizione dal governo. La casa di Uwase è offerta dalla sua ex madrina.

Totale trasferimento CHF 26’150.- 

Ed è con piacere che possiamo inviarvi le foto dei bimbi a tavola, nel nuovo refettorio della scuola Itetero, costruito in tempi record…

Lista menu settimanale:

Lunedì
riso, legumi verdi, fagioli e carote 

Martedì
pasta di mais (tipo polenta bianca), legumi verdi, fagioli e carote 

Mercoledì
banane bollite, legumi verdi con salsa di arachidi

Giovedì
riso, cavoli, melanzane bianche, fagioli 

Venerdì
patate miste con verdure verdi

Dal lunedì al venerdì alla pausa di metà mattina uno spuntino molto nutriente con pappa di sorgo e panino (della nostra panetteria ovviamente); inoltre a disposizione per ogni spuntino e per i pranzi acqua bollita.

Ringraziamo per il vostro sostegno e la vostra generosità  

Con cari saluti     Gabriella

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Lavori in corso…

CarissimiInnanzi tutto vi speriamo tutti bene.

In Ruanda siamo in piena attività con due progetti importanti, richiesti dalle autorità comunali per quanto riguarda la fornitura di acqua potabile, mentre dall’associazione delle vedove di Rutongo per la richiesta del refettorio alla scuola Itetero:

– Savana, portare acqua a sei nuovi villaggi a favore di circa 20’000 persone con le pompe idrauliche ad energia solare, preventivo CHF 170’000.-, – Rutongo / Masoro, costruzione di un refettorio a favore dei 325 bimbi che frequentano la scuola, preventivo CHF 20’000.-

Dopo un primo studio sulla fattibilità di ogni singolo progetto e la certezza di riuscire a portarli a termine finanziariamente, stanziamo un primo acconto sul preventivo per far subito iniziare i lavori e procedere con all’acquisto del materiale necessario. 

I lavori in Ruanda solitamente procedono velocemente anche perché sono progetti desiderati, importanti che richiedono una certa urgenza e anche perché il costo del materiale necessario importato dall’estero aumenta velocemente.

Per gli acquedotti, dal mese di marzo dopo aver stanziato il primo acconto e il secondo ad aprile, per tutti i sei villaggi sono già state eseguite le trivellazioni e trovato l’acqua potabile a profondità differenti. Settimana scorsa abbiamo provveduto a inviare il terzo acconto per poter procedere all’ordinazione delle pompe in Belgio e per poter proseguire con i lavori di tubatura. Mano a mano che riceviamo i rapporti sul proseguo dei lavori, inviamo i finanziamenti in modo che non ci siano interruzioni sui lavori in corso.Anche per la scuola Itetero abbiamo stanziato il terzo ed ultimo versamento.

  • MARONGERO: 90 m di profondità, 600 famiglie
  • RUGENDO: 74m di profondità, 456 famiglie
  • RUTARAKA: 112m di profondità, 1034 famiglie
  • BUGARAGARA 2: 110m di profondità, 943 famiglie
  • GASINGA: 89m di profondità, 742 famiglie
  • MIRAMBI: qui abbiamo avuto difficoltà perché la terra è troppo argillosa e mischiata con sabbia, quindi abbiamo dovuto trivellare due volte, il primo foro a 45m di profondità ha dovuto essere abbandonato, col secondo, poco più lontano, abbiamo trovato l’acqua a 106m di profondità. Questo villaggio è composto da 1004 famiglie.

Vi terremo infirmati sul proseguo dei lavori.

Confortati per la vostra solidarietà, anche in tempi così difficili dovuti a questa terribile pandemia che sta sconvolgendo il pianeta.

Inviamo i migliori saluti
Per il comitato 
Gabriella, Josianne, Anna, Rosmarie e Antonio

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Progetti 2021

Carissimi buongiorno
il progetto richiesto da Rutongo è per la costruzione di una mensa scolastica, per la scuola Itetero. Il preventivo per la costruzione è di CHF 9’500.-, a cui andranno aggiunti CHF 7’100.- per l’arredamento e altri CHF 500.- per piatti, posate e bicchieri. Quest’anno il numero degli allievi iscritti è aumentato e si è dovuto organizzare una terza I elementare, per con ragazze/i che arrivano da sempre più lontano, addirittura alcuni anche da Kigali. Ogni offerta sarà gradita.
Sabato 27 febbraio sono state distribuite le ultime capre. Quest’anno la distribuzione, a causa delle restrizioni per il COVID -19, sono state particolarmente dilatate nel tempo. Complessivamente abbiamo distribuito 910 tra galline e galli, 153 capre e tre mucche. Ad oggi solo una mucca è stata consegnata mentre per le altre due stanno costruendo le stalle e formando come allevatori i ragazzi che le riceveranno; si tratta di due famiglie composte da soli ragazzi, che vivono senza adulti ma che hanno terminato l’iter scolastico. Per la distribuzione animali abbiamo dato fondi per un totale di CHF 7’300.-
Contemporaneamente vorremo continuare nell’impegno preso nel 2011 nel fornire acqua potabile alle nuove comunità della savana con le oramai collaudate pompe idrauliche ad energia solare; installate da oltre 10 anni sono tutt’ora tutte funzionanti. Abbiamo una richiesta da parte delle autorità per altri 6 nuovi villaggi: Nsheke Kabare Village, Barijia, Burumba, Kamagiri, Ryabega e Rugengo. Eccovi un piccolo toccante filmato dell’acqua che arriva da 110 metri di profondità, dalla Rift Valley. Anche per questo prezioso “oro blu”il vostro sostegno sarà prezioso.

Come gli scorsi anni potete prenotare per Pasqua le uova bio con colori naturali, consegna il 2 o 3 di aprile 💚. Naturalmente ci sono anche i coniglietti con la pasta della treccia, canturini, crèfli e ciambelle.

Con cari saluti gabriella

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