MassaggiaTi

Carissimi,

il fine settimana del 26/27 marzo siamo invitati a massaggiaTI , il festival del massaggio e del benessere all’Ex asilo Ciani di Lugano, vedi locandina allegata.
Saremo presenti con la vendita di prodotti del Ruanda e la presentazione di  Portali di pace, un suggestivo viaggio meditativo nella geometria sacra dei Mandala, un DVD in 3D  che verrà proiettato nella Jurta, la tenda dei mongoli che verrà allestita nel giardino all’ingresso della manifestazione.

Portali di pace è un filmato di mandala della durata di 15 minuti con musiche di Bach, Mozart e Albinoni il cui scopo, tramite la vendita degli appositi occhialini per la visione in 3D, è la raccolta fondi a sostegno di un nuovo acquedotto in Ruanda.
Nella speranza di incontrarvi vi inviamo i nostri più cordiali saluti
per l’associazione
Gabriella
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LAUREA DI VEDASTE

 

 

Il 25 febbraio Vedaste Mutsindashyaka si è laureto in medicina-laboratorio a Kigali
L’associazione sostiene Vedaste dal genocidio del 1994, quando ancora piccolino è stato portato in Italia da Insieme per la Pace perché ferito gravemente.
Vedaste è un esempio concreto di quanto da anni fa Insieme per la Pace grazie al vostro sostegno e di quanto le adozioni a distanza siano importanti.
Gabriella Caldelari ha incontrato Vedaste durante il Genocidio: era piccolino, con un pullover rosso, una gamba tutta fasciata e si sorreggeva con un bastone molto alto. Attaccato a quel bastone osservava ciò che gli stava accadendo intorno con lo sguardo di un saggio. Ovviamente era perso e traumatizzato per tutti i massacri che aveva visto e per la perdita della famiglia però aveva una grande dignità che è arrivata subito al cuore di Gabriella. Vedaste aveva solo dieci anni.
Oggi Vedaste è un uomo che ha mantenuto una grande saggezza, una grande dignità e che da anni è responsabile del Foyer di Insieme per la Pace dove con lui vivono altri ragazzi, anche di etnia diversa, che sono la sua famiglia.
Venerdì 25 febbraio al Foyer è stata organizzata una festa in suo onore. E’ stato un momento emozionante. Erano presenti non solo i ragazzi del Foyer ma molti amici, vicini di casa, referenti in loco dell’associazione e tanti conoscenti.
Un semplice ma gustosissimo buffet, bibite e musica hanno creato un clima davvero gioioso. Come da tradizione alcuni dei presenti hanno fatto il loro discorso per parlare di Vedaste e per congratularsi con lui.
Il discorso conclusivo è stato fatto proprio da lui che, commosso, ha ringraziato l’Associazione per averlo sempre sostenuto ma ha ringraziato soprattutto Gabriella che per lui è come una mamma.
La risposta di Gabriella è arrivata in tempo reale dalla Svizzera per congratularsi con lui e per esprimere quanto lei ne sia fiera.
Un grande in bocca al lupo a Vedaste per la sua vita e per il suo lavoro.

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Savana e concerto

Carissimi,

vi ricordiamo che sabato 19 febbraio alle ore 20.30 l’Ensemble della scuola Universitaria del Conservatorio della Svizzera Italiana diretta dal maestro Mario Ancillotti offre un concerto di beneficenza a favore della nostra associazione, nell’ Aula Magna in via Soldino 6 a Lugano.

Le offerte della serata saranno utilizzate per l’acquisto e la posa di due o tre pompe idrauliche che intendiamo offrire ad una nuova comunità di circa 3000 persone che da un anno vive nella savana del Rwanda.

Questa fascia di popolazione ( di etnia Watussi, figli e discendenti di persone che nel 1959 sono dovute scappare dagli eccidi in Rwanda) è composta in maggioranza da donne con bambini e fino a due anni fa viveva in pace in Tanzania.

Improvvisamente il presidente della Tanzania tre anni fa ha dato ordine tassativo che tutti i Rwandesi, anche se nati e cresciuti in esilio e parecchi ormai di nazionalità tanzaniese, debbano rientrare nel loro paese di provenienza: li ha scacciati, sono stati i derubati di tutti i loro averi, hanno ucciso uomini allevatori che erano al pascolo con le mandrie per derubarli delle mucche…

Il Rwanda si è trovato e si trova tuttora così davanti ad una ennesima emergenza: migliaia di persone da accogliere, nutrire, alloggiare, bambini da scolarizzare.

Le autorità hanno allestito in fretta diversi campi di accoglienza dove si sta facendo il possibile per dare una dignità di vita a queste persone così duramente provate.
L’ offrire loro una pompa idraulica che possa captare acqua potabile rappresenta un primo importante e urgente intervento: ora l’’acqua è torbida,  viene presa da un fiume  dove vanno ad abbeverarsi anche gli animali selvatici nella speranza della vostra presenza inviamo i nostri più cordiali saluti

per l’associazione
Gabriella Caldelari

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Komera umuzungu

Marco è stato  in Rwanda per passare il natale 2010 e l’inizio nuovo anno 2011 coi ragazzi dei nostri foyer.

“KOMERA UMUZUNGU è una delle prime espressioni che impari qui, in RWANDA; lo senti dire ovunque, e da chiunque. Passeggi in un sentiero di campagna, solo, nessuno attorno a te, poi si muovono i cespugli al tuo fianco, alcuni bambini urlano “komera umuzungu” e ti corrono incontro per salutarti. SALVE UOMO BIANCO, detto con un tono di stupore e divertimento dai bambini, e con ironia dagli adulti. È un saluto, il saluto all’uomo bianco, non è come dire “ciao!”, non “arrivederci” o “addio”, è saluto generico, e per questo ti lascia anche la sensazione di essere sempre e inevitabilmente di passaggio. Io non ho ben capito come ci sono arrivato a Masoro, villaggio sulle colline ruandesi, poco distante dalla città, la capitale Kigali, che ho lasciato molto in fretta! Non è l’Africa delle metropoli e del caos, del traffico, del rumore e della rincorsa ai modelli della mia cultura quella che cerco. È l’Africa del fuoco, delle nuvole pesanti, del buio, della terra rossa, degli odori, dei rituali, delle strette di mano, dei sorrisi, dei colori forti, ciò che mi interessa. L’Africa che sognavo ed ora ci sono dentro! William Blake scrisse “senza la presenza dell’uomo, la natura è sterile”, e ora capisco il suo pensiero: mi trovo di fronte allo spettacolo delle nebbie che avvolgono le mille colline ruandesi, e ciò che mi colpisce e mi affascina di questo paesaggio è l’uomo, il suo sguardo. Lo sguardo intenso di un bambino, quello sereno e stanco di un anziano, le umane abitudini, i gesti, la fatica, la condivisione, l’incertezza del domani e la consapevolezza di dover percorrere una lunga strada. Con i propri mezzi, con il senso del divino.

Ho pensato molto a come poter raccontare la mia esperienza, a comunicare a chi mi ascolta ciò che ho provato. Nel racconto, nelle immagini mancherà inevitabilmente il sapore, gli incontri, l’imprevedibile, mancherà tutto ciò che ti lascia sulla pelle e nella testa un luogo simile, mancherà tutto quello che pensavo di essere in grado di portare qui, e che, per mia fortuna, mi è stato reso da portare indietro.

A me è capitato così: ho trascorso tutte le notti in Rwanda a sognare casa, la mia famiglia, gli affetti, e, ora che li ho riabbracciati, passerò tutta la vita a sognare di tornarci, in Africa.”

Marco Barbieri

(Nghufashe Moussa!)


Le foto sono state scattate davanti al murales che Marco ha dipinto coi bimbi, nella loro camera.


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Murakoze

carissimi,

oggi si sono riuniti a Rutongo tutti i bambini che ricevono il sostegno a distanza della regione, eccone un primo gruppo nella foto presa accanto alla panetteria


un  altro gruppo all’inaugurazione del servizio nutrizionale:

Molta gente del villaggio, autorità, polizia, militari  e televisione hanno partecipato alla grande festa, organizzata per ringraziare l’impegno di Insieme per la Pace che dalla fine del 1994 è impegnata in questa regione.

La giornata è iniziata con una lunghissima messa di quasi 2 ore, poi è continuata con discorsi ufficiali, danze  e  pranzo per tutti i partecipanti  (sicuramente oltre un migliaio) divisi in 2 gruppi per motivi di spazio. Nei discorsi sono stati descritti i nostri numerosi progetti nella regione nel rispetto della loro cultura e dell’ambiente, l’importanza di aver portato l’acqua, di aver costruito il centro sociale, la panetteria, il saponificio, l’atelier di ricamo e di cucito, la banca etica, la biblioteca, il centro di medicina tradizionale rwandese, il laboratorio di manufatti in foglie di banano ed altri materiali presi sul posto, il foyer per i bambini orfani, il sostegno agli anziani e ai pigmei, il pagare la cassa malattia a un centinaio di persone scelte tra le più bisognose, le 341 case costruite alle famiglie composte da soli minori che ne erano sprovviste,  i numerosi tetti riparati, gli impianti di biogas, le mucche e le capre distribuite, ecc…ecc… e i bisogni sono ancora molti, da queste parti ci sono purtroppo ancora persone che muoiono di fame…

Ora mancano due giorni al nostro rientro, li passeremo tra negozi d’artigianato locale, per acquistare i 115 chilogrammi di materiale che ci è concesso portare per i nostri mercatini

Condividiamo con voi la loro riconoscenza e il loro grande MURAKOZE, grazie

gabriella e josianne

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news dal progetto di allevamento


In questi giorni, nella fattoria del nostro progetto di allevamento,sono nate due vitelline bellissime e in buona salute! Non sono gemelle ma hanno lo stesso “padre”: un toro enorme che mi è stato regalato da un ex ministro che si occupava anche dei ragazzi di strada per ringraziarmi del… mio impegno in questo bellissimo Rwanda.
Ancora non abbiamo dato loro il nome… aspettiamo alcuni giorni e poi con i ragazzi decideremo insieme.

Alla fattoria il 3 febbraio abbiamo inserito due nuovi ragazzi: NAMBANZUBAZE JERIVE, 14 anni, totalmente solo al mondo che dovrebbe iniziare la III elementare e NDUWIMANA DEO, 23 anni, anche lui senza alcun parente.
Jerive e Deo sono due ex ragazzi di strada, raccolti alcuni anni fa da Abbé Patrice in un programma di recupero per “mayibobo” (ragazzi di strada) e ormai pronti per essere inseriti nella vita normale. Sono stati i due ragazzi che hanno chiesto a Patrice di essere tolti dal gruppo per iniziare una nuova vita.
Jerive verrà iscritto a scuola e si occuperà anche del pollaio, Deo affiancherà il pastore nell’allevamento mucche.
I due ragazzi sono originari della savana ed è nella loro cultura essere allevatori, spero si troveranno bene da noi e questa loro esperienza rappresenti un primo passo per dare loro una speranza per una dignità di vita.

Un caro saluto a tutti dal Rwanda
Gabriella Caldelari

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Concerto per il Rwanda

carissimi

ieri siamo andate sulle montagne, in una regione molto povera del Rwanda, dove prima della guerra ogni famiglia aveva mucche, capre, galline e maiali. Oltre alle terribili mattanze, centinaia di migliaia di persone massacrate, anche tutti gli animali sono stati uccisi. Questa popolazione è stata dimenticata da tutti: siamo stati i primi ad intervenire ( già  2 mucche e una decina di caprette le avevamo distribuite ad ottobre 2010) e oltre all’acquedotto terminato alla fine dello scorso anno per un totale di CHF 360.000.- stiamo cercando di ripopolare la regione con animali che servono anche per la fertilizzazione  del terreno.
L’acqua che sgorga alle fontane è potabile e fresca, anche noi l’abbiamo bevuta.

ecco la locandina per il concerto che il Conservatorio di Lugano organizza il 19 febbraio, alle ore 20.30 par la raccolta fondi per un nuovo acquedotto, siamo già stati interpellati per installare pompe idrauliche nella savana

con cari saluti Gabriella e Josianne

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Dal Rwanda

Carissimi,
di nuovo in Rwanda!
Josianne anche quest’anno è con me per aiutare a spedire queste 740 foto che abbiamo davanti, suddivise in 10 plichi, testimonianza della vostra solidarietà al nostro progetto di sostegno a distanza. Con noi c’è anche Anna, una ragazza di Mendrisio che si fermerà in Rwanda 6 mesi: i primi giorni a Kigali con noi, poi salirà a Rutongo per fare volontariato all’ospedale del villaggio.

Faremo del nostro meglio per spedirvi le foto giuste, con i nomi che corrispondono e qui, vi assicuro, è difficile perché parecchi nomi sono uguali sia per femmine sia per maschi: il primo nome ha un significato preciso che corrisponde al momento della nascita, il secondo nome, ma non tutti ce l’hanno, viene dato in seguito. I cognomi ancora non esistono, capita spesso che in una famiglia con parecchi bambini, ognuno ha i due nomi propri differenti, nessun nome che aiuti a risalire alla famiglia. E’ una tradizione che risale ancora alla cultura orale e che pian piano sta scomparendo soprattutto per questioni burocratiche.

Le foto dei vostri bimbi e ragazzi, chi piccolissimi chi ormai all’università, sono quasi tutte sviluppate, pronte per essere spedite in questi mucchietti di buste che sono già state preparate coi vostri indirizzi in Ticino.
Nel 2010 si sono aggiunti 36 nuovi padrini ciò vuol dire che un centinaio di bambini in più ne beneficiano, la maggior parte sono bimbi orfani di entrambi genitori, a carico dei nonni.
Ogni volta che saliamo a Rutongo, prima ancora di arrivare al centro delle vedove, ci incontriamo con la triste realtà dei nonni che dalla miseria e dall’AIDS, ereditano nipotini da allevare. Troppo spesso questi anziani, arrivati all’età in cui in Rwanda per cultura e per amore dovrebbero essere accuditi dai famigliari e dalla comunità, in una casa vecchia e cadente sono sprovvisti di tutto, non hanno soldi nemmeno per acquistare un pezzo di sapone…
I nonni, soprattutto gli uomini vedovi, sono struggenti: malati di silicosi e alcuni addirittura ciechi per una vita di lavoro nelle cave di cassiterite, arrivano al centro delle vedove dopo ore di cammino, col loro vestito migliore logoro e sfilacciato e con i nipotini vestiti di stracci dal colore della terra arida dei villaggi sparsi sulle colline nella speranza di una mano amica per poter offrire ai piccoli una vita dignitosa. A volte sorge un dubbio: che siano i piccolini ad accudire i nonni?

Moussa, uno dei nostri ragazzini, a inizio dicembre è stato travolto da un fiume in piena, un rigagnolo che a seguito delle violente precipitazioni si è ingrossato e lo ha travolto; il suo corpo è stato ritrovato una settimana più tardi, in avanzato stato di decomposizione, molto lontano dal luogo dell’incidente. Moussa mi era stato affidato piccolino insieme al suo fratello Hassan dall’allora ministro che si occupava dei ragazzi di strada, da 13 anni stava in una della nostre case famiglia a Kigali, nell’ultimo anno era inserito nella nostra fattoria ad occuparsi dell’allevamento mucche: un affettuoso pensiero al nostro “pastore”, ci mancherà moltissimo.

Per una trentina di ragazzi termina anche il sostegno: hanno ultimato gli studi ed è ora per loro di
“ camminare sulle proprie gambe”, i padrini sono stati avvertiti e quasi tutti hanno deciso di patrocinare un altro bambino o studente.

Ecco, da questo meraviglioso Rwanda sinceri auguri per un sereno 2011 e grazie di cuore per aiutarci a dare una speranza di vita a tanti bisognosi.

Kigali, gennaio 2011 per l’associazione Gabriella Caldelari

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ESTRAZIONE LOTTERIA

Ecco i numeri estratti il 13 gennaio 2011 presso la polizia di Capriasca


I premio      4383
II premio     5775
III premio    3599
IV premio   4579
V premio    2628
VI premio   1055
VII premio   0438
VIII  premio 2442
IX premio    0191

Ritiro premi presso Giacomo Baruffaldi      Tel: 0763490827    /  0919300175
Il ricavato servirà per un acquedotto in Ruanda

Grazie di cuore!

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Esperienza di viaggio – dicembre 2010

Gennaio 2011

Eccoci ritornate da ormai tre settimane dal Ruanda bello e verdeggiante, Rwanda che è rimasto dentro di noi, nel più profondo del nostro cuore.

Abbiamo deciso che era tempo di conoscere i bambini sostenuti in passato e quelli che sosteniamo ancora oggi e visitare i due foyer di “Insieme per la Pace” di Kigali con Vedaste e Rutongo con Constance.

Siamo state ospitate dal primo ragazzo sostenuto a distanza, Justin, che oggi ha 29 anni, è diventato psicologo, sposato e padre di Lucas nato il 16.07.2010. Justin mi ha perfino chiesto di scegliere il nome del bambino!

Incredibie quanto ha fatto INSIEME PER LA PACE a Rutongo, con le sue attività che vanno dalla boulangerie alla sartoria delle vedove di Rutongo, dalle artigiane che confezionano oggetti tradizionali o ricamano alle camere degli orfani stessi.

Prima di partire siamo riuscite a fare una colletta significativa che ha permesso di poter acquistare 8 mucche ed 8 capre per Rutongo, 4 capre e $ 80.– in conto galline tra Kabarondo e Kayonza. Non vi dico la festa e la riconoscenza riscontrate.

Tutto emozionante ed estremamente toccante. Vibrante il bisogno di tutto che regna un po’ ovunque, ma bella è la dignità che contraddistingue il tutto. Abbiamo anche deciso oltre, ai soliti vestiti, di portare dei gadget di vario genere tipo cappellini, bigiotteria, penne, blocs notes, giocattolini: anche un po’ di coccole attraverso le frivolezze non guastano.

3 farmacie hanno dato farmaci, abbiamo lasciato a Kigali quelli con le istruzioni solo in italiano, giacché Vedaste parla molto bene la nostra lingua e gli altri a Rutongo. Abbiamo raccolto anche una scatola di scarpe piena di bottoni per la sartoria di Rutongo.

Stavamo a Kabarondo, ad oltre 80 km da Kigali, nella provincia dell’est. Abbiamo vissuto alla ruandese in una casa con tetto in lamiera, pavimento in cemento, senza bagno ne’ cucina, almeno non come siamo abituate ad avere qui da noi. Un gabinetto alla turca all’esterno ed un localino esterno dove accendere i bracieri per cucinare. L’unico punto acqua è costituito da un rubinetto esterno che eroga acqua solo due o tre ore al giorno, acqua da immagazzinare in bidoni di plastica.

Questi bidoni quando si rompono vengono riciclati dai bambini che li tagliano in due per la lunga in senso piatto, ci attaccano un surrogato di corda e diventano delle slitte di fortuna: le rivestono all’interno con del cartone e ci si divertono alla grande.

Tra Kigali e Rutongo c’è l’auto concessionaria di Arafat e dietro c’è un “cimitero delle auto”. Questo smonta i volanti delle auto con il suo tubo di trasmissione, smonta il sedile a fianco il lato guida, capovolge i volanti che diventano basamenti e ci salda sopra i sedili ed ecco fatte le sedie girevoli!

Quanto scritto sopra non deve far pensare che ci fosse una mancanza d’igiene, tutt’altro. C’è il rito dell’aiutarsi reciprocamente per il lavaggio delle mani, fanno bollire l’acqua per uso culinario, per bere e per il bagnetto dei bambini. Stirano tutto contro i problemi alla pelle, hanno le zanzariere come prevenzione alle punture delle zanzare. Il bagno si fa nel catino grande.

Il clima è una favola intorno ai 26° in questo periodo ed il cibo molto apprezzabile: interessante il “pesto” fatto con le foglie tenere di manioca e le arachidi che lì abbondano. Incredibili i puré di banane e di manioca. I piselli sono verdi e gialli. I profumi dei mercati decisamente da sballo.

Amano ascoltare i nostri costumi, la nostra cultura e contraccambiano volentieri verbalmente le loro emozioni.

E’ proprio stato un bel viaggio!

Antonina e Laura Donato

Via Vacallo 15

6834 Morbio Inferiore

Gennaio 2011


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