Uno sguardo oltre le guerre

Carissimi,
il coro goccia di voci, dove sgocciolo tra bassi e tenori, terrà domenica 20 dicembre alle ore 16.00 al cinema Teatro di Chiasso un concerto per i richiesti d’asilo al quale siete tutti cortesemente invitati, vedi locandina.

Ricordiamo che siete ancora in tempo per offrire regali natalizi solidali a favore degli sfollati in Ruanda: si possono regalare galline, capre, mucche, fontane o intere pompe idrauliche ad energia solare, oppure sabato dalle 15.30 alle 20.30, al mercato natalizio di Coldrerio, acquistare vino il nostro merlot bianco Nebiungu, oggetti d’artigianato ruandese con presepi, angioletti e molto altro…

Con cari saluti gabriella

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Aperitivo, Merlot e mercatini

Buongiorno!
Maruska, l’amica di Piska e Lily, sta organizzando per giovedì 26 novembre alle ore 18.00 presso l’enoteca di Vezia nonsolovino un aperomucca.. è gradita la riservazione.

Comunico inoltre che il vino Merlot nebiungu, sia rosso che bianco, offerto generosamente dalla famiglia Parravicini è a disposizione, lo si può riservare tramite mail al nostro indirizzo o per telefono allo 0919441488.

Ecco il programma dei nostri mercatini natalizi:
– 28 novembre Tesserete 9.00/ 18.00
– 28 novembre Vezia 9.30 / 17.00 – Vuoi aiutarci?
– 6 dicembre Castel San Pietro 15.00/19.00
– 8 dicembre Manno 9.30/18.00 – Vuoi aiutarci?
– 8 dicembre Curio 15.00 alle 19.00
– 12 e 13 dicembre Mendrisio 10.00/17.30 – Vuoi aiutarci?
– 13 dicembre Museo Vela LIgarnetto 10.00/16.00
– 19 dicembre Coldrerio 15.30/ 20.30

Se volete aiutarci a uno dei mercatini cliccate i link sopra, saremo felici.
Con cari saluti gabriella

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Da Priska

Eccomi giunta al termine di questa particolare avventura in Ruanda, con Gabriella e Lily.
Che sarebbe stata un’esperienza intensa e speciale per me, me lo potevo aspettare…e pur lasciando spazio allo sconosciuto che mi aspettava, non credevo di trovare tanta ricchezza di paesaggi, colori, sentimenti, vissuti e umanità.
Gabriella, con la sua forza ed energia travolgenti, ha accompagnato me e Lily in questo viaggio, attraverso i vari progetti, tra orfanotrofi, case famiglia, fattorie, pompe idrauliche, centri di Sanità ecc….
Abbiamo potuto guardare con i nostri occhi e toccare con mano, quanto è stato fatto qui in Ruanda dall’associazione “Insieme per la Pace” e quanto ancora può essere fatto.
Abbiamo attraversato l’incantevole terra del Ruanda che cambia aspetto da regione a regione, offrendo un paesaggio incantevole, siamo state vicine e toccate dritte al cuore dal popolo, a tratti curioso, a tratti spaventato ma sempre accogliente e disponibile.
E proprio qui, a contatto con questo paese, abbiamo trovato la ricchezza nella povertà, l’importanza dei piccoli gesti e l’essenziale se non vitale importanza di qualsiasi genere di contributo, donazione o aiuto.
Personalmente porto a casa ricordi intesi e gratitudine per aver ricevuto in cambio, così tanto…

Priska

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Lacrime e mucche

Oggi veramente è stato troppo, non sono riuscita a non piangere…

Lily e Priska sono partite alle 04.00 per andare a visitare il parco Akagera, io e Dominique verso le 08.00 per andare a fare la distribuzione delle mucche agli sfollati, ormai residenziali nella savana e proprio nelle vicinanze dell’uscita del parco. L’appuntamento con le mie amiche, salvo inconvenienti, tra le 11.00 e le 12.00.

Arriviamo al punto d’incontro, le mucche sono già arrivate, la gente è in attesa. Dopo alcune chiamate andate a vuoto perché il telefono di Lily si collegava con la rete tanzaniana, finalmente riesco a parlarle per sapere se fossero nelle vicinanze e poter iniziare la distribuzione. No no, la risposta, siamo nel mezzo del parco davanti a una bellissima leonessa, sdraiata proprio davanti a noi.

E allora? certamente non prolunghiamo l’attesa a queste persone, le mucche è dall’alba che sono in cammino, il sole è cocente.
Sapendo nel corso della nostra precedente visita della disponibilità che abbiamo dato di offrire le 14 mucche alla famiglie rimanenti dalle precedenti distribuzioni, i pochi anziani del nuovo villaggio hanno convocato una riunione per decidere come procedere su chi dare la precedenza nella scelta del prezioso dono, la mucca.
Ecco i primi, tre ragazzi capofamiglia ancora minorenni che durante la scacciata dalla Tanzania sono rimasti orfani e soli ad accudire e allevare fratellini e sorelline. La prima è una ragazza, il secondo e il terzo due maschi.
La scelta cade su una bellissima mucca nera nera e la ragazza dalla maglietta gialla le si avvicina, la tocca per segnalare la sua scelta, poi col viso inondato di lacrime mi si avvicina per ringraziarmi… come non si può partecipare alla sua commozione? piango con lei. Tocca poi ai due ragazzi, anche loro mi si avvicinano e si commuovono, piangono e io con loro.

Poi il più anziano, matita in mano e un pezzetto di preziosa carta sgualcita a quadretti che riduce in 11 pezzetti a preparare la tombola per i rimanenti. Su ciascun fogliettino scrive il nome di ogni mucca e lo accartoccia.
Seguendo poi un iter ben preciso e già concordato alla riunione, vengono chiamate prima le vedove e poi gli uomini che pescano il nome della “loro” mucca, è la tombola dei meno abbienti, solo che invece di acquistare cartelle le persone vengono prescelte in base alla loro situazione familiare: prima le più povere e con molti bimbi (oltre ai loro anche orfani dall’esodo sforzato), poi gli uomini.
Questo più anziano ha 83 anni e aveva ricevuto la sua mucca a gennaio: lui, il prescelto in assoluto perché oltre ad essere rientrato in Rwanda con la nuora e 8 nipotini è riuscito a salvare altri 10 bimbi orfani, figli di vicini e amici che ora ospita nella sua misera casa.
In totale a questo villaggio abbiamo distribuito da gennaio ad oggi 55 mucche per un costo totale di circa CHF 35.000.-, mentre nella regione, sempre nel corso di quest’anno offerto altre 4 pompe idrauliche ad energia solare per un costo di CHF 144.000.-, l’arredamento del servizio di sanità di Gatebe CHF 38.000.-, servizi igienici, seconda sala parto e cucina altri CHF 66.000.-: le vostre generose offerte ben utilizzate e sfruttate al meglio, grazie di cuore!

Rifletto su considerazioni di alcuni miei amici in Ticino che non conoscendo il Rwanda, parlano di dittatura. Dittatura? Ma che dittatura, dove troviamo una democrazia concreta semplice e diretta come qui? Nessun favoritismo, nessun nepotismo, nessun compromesso, nessun poliziotto, nessun militare, i responsabili del governo impegnati in una riunione regionale e a noi la massima fiducia. Tutto è andato per il meglio senza tensioni ma con molta commozione e forse nostalgia di terre lontane.

Ecco dove a volte può ci portare questa nostra vita così misteriosa, nel cuore dell’Africa a distribuire mucche, ma chi se lo aspettava? io no, non era nei miei programmi. Ma oggi, se potessi scegliere dove e come morire ecco, vorrei sciogliermi qui, sotto questo sole cocente, nel mezzo di questa amata savana rwandese, diventare pozzanghera (non siamo fatti per il 70 per cento di acqua?) e cosÌ un ciuffo d’erba in più e una mucca felice di poterla brucare

con cari saluti gabriella

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La ragazza dalla maglietta gialla.

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La prima mucca scelta.

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Le “cartelle” della tombola.

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Rieccoci in Rwanda

Carissimi
ed eccoci da quasi una settimana, frenetica, qui in Rwanda.

Lily e Priska sono con me, Alessandro, arrivato prima di noi, è rientrato sabato sera a Berna.

Accolte da questo splendido Ruanda ci siamo messe subito al lavoro con buon impegno e in questi pochi giorni ormai visitato la metà dei nostri progetti: staremo qui solo ancora una settimana e il lavoro certo non manca.

Venerdì scorso Lily e Priska hanno vissuto l’ avventura tra i gorilla di montagna e sul vulcano Muhabura hanno visitato la famiglia Amahoro ( Pace).
Ieri l’impatto con la crudeltà del genocidio visitando al mattino la chiesa cattolica di Nyamata dove persero la vita circa 10.000 persone con il memorial adiacente dove sono sepolte oltre 45.000 vittime, al pomeriggio la visita al Kigali Memorial Center con i suoi 250.000 cadaveri, dove viene documentato l’impatto del colonialismo, la strada verso il genocidio, l’ideologia razzista e la divisione delle classi.

Oggi levataccia prima dell’alba per andare ad immergerci tra sfollati e rifugiati nella sempre splendida savana, in questo periodo particolarmente verdeggiante essendo la stagione delle piccole piogge. Una veloce visita alla famiglia di maman Mupenzi che accoglie numerosi bimbi tra nipotini e orfani e veniamo raggiunti da Abbé Patrice che ci accompagna nel seguito della giornata. Proseguiamo per ore sulla strada sterrata e raggiungiamo una delle nostre pompe idrauliche che serve un nuovissimo villaggio di sfollati per i quali, nel corso di quest’anno, abbiamo organizzato una stalla comunitaria e distribuito 41 mucche; ritorneremo da loro tra alcuni giorni per far fede alle nostre promesse di regalare una mucca ad ogni famiglia, le famiglie sono 79 e il costo di una mucca si aggira tra i CHF 500.-e 700.-. Ecco un buon esempio di regalo solidale nell’imminenza del prossimo Natale: aiutarci a contribuire all’acquisto di mucche o capre, anche con piccole offerte che saranno sempre ben gradite e apprezzate. Terminiamo questa visita con la distribuzione di vestiti per i numerosi bimbi.
Proseguiamo il viaggio: pista di terra rossa tra acacie, arbusti e sterpaglie per visitare l’ultima pompa idraulica offerta a luglio con la collaborazione concreta di Filippo, il nostro maratoneta, che serve un altro sperduto villaggio dove vivono 1.250 famiglie. Dalle autorità locali ci era stata richiesta la nostra disponibilità ad arredare e rendere funzionale il centro di sanità di Gatebe. Il nostro intervento ha portato un concreto miglioramento della qualità della vita di queste persone che vivono nella miseria più assoluta. Gli infermieri del centro ci assicurano che infezioni e vermi intestinali sono calati nettamente. Alla struttura si recano giornalmente una cinquantina di utenti, ogni mese vengono effettuate circa 500 vaccinazioni ai bimbi e i parti sono numerosi, tanto che il progetto iniziale è stato modificato ed è stato ampliato con una seconda sala parto.
Dopo questa giornata intensa, stanchissime, rientriamo su Kigali.

cari saluti gabriella, lily e prisma

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lunedì 12 ottobre

carissimi

nell’ambito del festival internazionale del teatro e della scena contemporanea dal 12 al 18 ottobre in alcune località del cantone

http://www.fitfestival.ch/?page_id=38

in concorso ci sarà anche Rwanda, Dio è qui, di e con Marco Cortesi e Mara Moschini.
1994 basterebbero le parole del generale maggiore Romeo Dellaire, in forza all’esercito canadese di stanza in Rwanda, per capire la portata del più veloce e sistematico genocidio della storia umana: ” lo so che Dio esiste perché ho visto il demonio camminare sulla terra”. Oltre 1 milione di morti, 10 mila morti al giorno, 400 cadaveri all’ora, 7 corpi al minuto, un omicidio ogni 10 secondi.
Solo con i numeri si riesce a comunicare con la crudezza di ciò che è successo veramente, una della pagine della storia più controverse e dimenticate del XX secolo.
Cortesi e Moschini, tra i più apprezzati autori e interpreti della nuova generazione di teatro civile e narrazione, portano in scena un’avvincente spettacolo inchiesta.
Attraverso un attento lavoro giornalistico e di ricerca storica riporta in vita alcuni tra gli eventi storici più importanti del nostro passato per capire il presente e comprendere meglio il nostro futuro. Lo fanno attraverso la storia di un uomo Augustin di etnia Hutu e una donna Cecile, Tutsi.

Con cari saluti gabriella

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Sagra dell’uva a Mendrisio

Buongiorno a tutti,
sabato 26 e domenica 27 settembre saremo presenti alla sagra dell’uva di Mendrisio dalle 10.00 alle 17.30:

sabato venderemo prodotti d’artigianato del Ruanda e specialità ticinesi (ciambelle, uvetta sotto grappa, marmellate, sali aromatizzati, ecc..) che ha preparato e offerto Manuela, domenica faremo una pesca di beneficenza.

Nella speranza di incontrarvi per aiutarci a sostenere i nostri progetti nella savana del Ruanda a beneficio degli sfollati e dei numerosi profughi che cercano pace in Ruanda.

Salutiamo cordialmente

Per l’associazione gabriella

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Prossimi appuntamenti

Carissimi,

Sabato 12 saremo presenti con:
– bancarella di artigianato del Ruanda al Mondo al Parco dalle 10.30 alle 17, per Trasguardi , bancarelle e spettacoli al Parco Ciani con le numerose comunità estere presenti nella nostra regione e le iniziative solidaristiche della Svizzera italiana. Pietanze tipiche, animazioni per adulti e bambini;
– pesca di beneficenza alla festa Torre di Redde nel bosco di Vaglio;

Domenica 13
– siamo Mendriso per il mercato dell’antiquariato, dalle 09.00 alle 17.00, dove venderemo di tutto un po’.

Nella speranza di incontrarvi per aiutarci a sostenere i nostri progetti a favore degli sfollati e dei numerosi profughi che cercano rifugio in Ruanda, salutiamo cordialmente.

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per l’associazione, gabriella

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il nostro maratoneta…

Filippo lo scorso anno ha partecipato con successo alla Marathon des sables nel deserto del Marocco rappresentando la nostra associazione.

Quest’anno è impegnato  attivamente in Ruanda, con lavori di manovalanza, alla costruzione della 32esima pompa idraulica ad energia solare per il centro di sanità di Gatebe.

Oltre ai lavori di scavo per le tubature e per la realizzazione delle fontane si è preso il tempo ieri, chiedendo e ottenendo le necessarie autorizzazioni, di visitare il campo profughi di Mahama che accoglie 31 mila profughi burundesi che hanno lasciato le loro terre per gettarsi nelle braccia del governo di Kigali….
… e così Kigali si trova però ad avere sulle spalle altri rifugiati, dopo i 70 mila congolesi e i nuovi arrivi di ruandesi scacciati dalla Tanzania in questi ultimi anni.

Ecco l’articolo che ha scritto la notte scorsa e pubblicato oggi sul giornale
e il rapporto sulla giornata odierna al centro di sanità:
Gabi tutto ok, gabinetti costruiti, ne mancano due ma fossa settica già scavata. Pompa sarà finita lunedì, rubinetti se non lunedì, mercoledì. Centro sanità ok, cucina a buon punto oggi ma non ancora completa.
 
Oggi con Abbé Patrice hanno pure distribuito una ventina di preziosissime mucche agli sfollati della Tanzania, così tra le 21 che con Josianne e Carlotta avevamo distribuito a inizio anno e le 20 di oggi, ne rimangono solo 10 per completare le promesse fatte a febbraio alle 51 famiglie che provvisoriamente sono sistemate in un mercato a Karangasi, nella savana.
 
All’inizio di questa settimana Filippo si era pure recato per due giorni in Burundi per osservare le votazioni tanto contestate che hanno causato scontri e morti, un suo articolo in merito è stato pubblicato anche dal Corriere del Ticino in data 27 luglio.
Eh! Filippo la maratona te la sei fatta pure in Ruanda vero? Lunedì rientrerai in Ticino e allora grazie per il tuo impegno, per la tua generosità e per la tua sensibilità
 
e grazie, grazie di cuore a tutti quanti ci state sostenendo per gli aiuti e il sollievo che insieme riusciamo a portare e a concretizzare
gabriella
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Perdono: un bicchiere di latte caldo

Carissimi,
proprio sabato scorso con degli amici abbiamo parlato tra l’altro anche del perdono ( per dono ), questa notte dal sito di Marco Cortesi e Mara Moschini ho condiviso su Facebook questa lettera che i due amici hanno ricevuto dal Ruanda, spero che vogliate leggerla e apprezzarla pure voi.

gabriella

 Un bicchiere di latte caldo
GIUGNO 23, 2015 / Diario di Viaggio
Qualche giorno fa mi giunge una mail. Scorro velocemente il testo. I miei occhi si fermano all’ultima riga. “Non lasciare che questa storia cada nell’oblio”.  Torno all’inizio della lettera e leggo con cura. Termino la lettura con i brividi lungo la schiena e gli occhi lucidi. Di seguito trovate la storia di Delphine. In mezzo all’intolleranza, alla violenza e al razzismo dilagante, le sue parole sono più forti di uno schiaffo e più dolci di un bicchiere di latte.

Cara Delphine, non lasceremo cadere la tua storia nell’oblio.

Con affetto Marco & Mara

Mi chiamo Delphine e sono una donna tutsi. Nel 1962 ero a capo del reparto di pediatria neonatale dell’Ospedale di Butare. Ho fatto nascere moltissimi bimbi hutu e tutsi. In quell’anno mi opposi ai provvedimenti razziali che prevedevano che a differenza delle mamme hutu che potevano restare in ospedale fino a 3 giorni dopo il parto, quelle tutsi dovessero lasciare la pediatria appena il bimbo nasceva, lo stesso giorno. Non era giusto.

Per questo sono stata in prigione per 7 giorni e quando sono uscita ero stata licenziata. Per sfamare i miei 7 figli io e mio marito abbiamo aperto una farmacia. Nel 1972 sono stata rinchiusa in carcere un mese intero per aver protestato contro il regime e uscita dal carcere la mia licenza di farmacista era stata revocata. Non mi sono arresa e ho cominciato a vendere latte, latte appena munto – noi lo chiamiamo “amata inshushu”. Era l’unica cosa che potevo fare. Ho vissuto un’intera vita opponendomi all’ingiustizia, alla barbarie del razzismo. E ho sempre pagato per questo.

Nel 1994 durante il genocidio il mio nome è stato iscritto nelle liste di chi doveva essere ucciso per primo.

Il 20 aprile 1994 mentre i massacri esplodevano in tutte le città, ho implorato mia figlia di scappare in Burundi con il suo bimbo appena nato. Lei ha accettato il mio consiglio. Mi ha lasciato il piccolo Matajo – questo il nome del bambino – ed è corsa a casa per raccogliere le poche cose necessaria per il viaggio. Poche ore dopo gli interahamwe, gli estremisti Hutu, sono entrati nella mia latteria. «Abbiamo ucciso tua figlia» mi hanno detto. Ho sentito le gambe cedermi di botto. «Abbiamo ammazzato lei, le altre tue figlie e le loro famiglie. Ora tocca a te» hanno aggiunto. Con il machete in mano si sono fatti avanti pronti a uccidere me e il piccolo. Io stringevo Matajo al petto. «Aspettate!» dice uno di loro, «Ammazzarla sarebbe come farle un regalo! Lasciamo che soffra per aver perso tutto quello che ha!». Ridendo se ne sono andati.

Non ho mai più rivisto alcun membro della mia famiglia.

Oggi sono qui, sola con il mio Matajo, che ha 20 anni e a ottobre comincerà l’Università. 20 anni sono passati da quell’aprile. Gli assassini hanno scontato la loro pena e la mattina si siedono a uno dei miei tavoli e ordinano un bicchiere di “amata inshushu” – latte appena munto, pagano 500 franchi e se ne vanno.

Questa è la giustizia dell’uomo; hanno pagato per il loro crimine, ma io non ho riavuto i miei cari. Sai, è come morire piano piano, ad ogni bicchiere di latte caldo. Ma nonostante tutto, ogni volta che servo loro un bicchiere di latte, in cuor mio li perdono. Silenziosamente, dentro il mio cuore, li perdono e li raccomando a Dio. Lo devo ai miei carnefici, ma soprattutto al mio Matajo, perché il mondo per il quale ho combattuto è un mondo diverso da questo. Un mondo migliore.

Ti ho parlato della mia storia, caro Marco, perché credo che ogni Donna e ogni Uomo abbiano ricevuto il dono della vita per trasformare questo mondo in qualcosa che desiderano e di diventare ciò che Dio ha voluto per loro.

Se non perdonassi, il mondo che voglio morirebbe con me come un bicchiere di latte versato a terra. Se non perdonassi, la mia vita non sarebbe un dono, ma solo un’esistenza di dolore e miseria. Io sono nata per Amare.”

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