Trasmissione Storie di domenica 7 febbraio alla TSI


Carissimi, qui fa veramente caldo. In Ruanda raramente il termometro supera i 30 gradi come in questi giorni di canicola.

Scrivo per avvertirvi che domenica 7 febbraio alle ore 21.00 su TSI primo canale, nell’ambito della trasmissione Storie, passerà il documentario “Conto alla rovescia”.

Il regista Stefano Knuchel, vincitore del premio critica al festival del film di Venezia Bisato d’Oro dello scorso anno con il documentario Hugo en Afrique, ha seguito e ripreso gli ultimi 3 giorni di Vedaste, il ragazzo ruandese che è stato in Ticino per uno stage nel laboratorio dell’ospedale Civico di Lugano lo scorso dicembre / gennaio, prima del suo rientro in Ruanda.

Probabilmente si parlerà anche della nostra associazione che sostiene Vedaste dal genocidio del 1994, quando ancora piccolino è stato portato in Italia da Insieme per la Pace perché ferito gravemente.

Vedaste è un esempio concreto di quanto da anni facciamo grazie al vostro sostegno e di quanto le adozioni a distanza siano importanti.

Con cari saluti dal paese delle mille colline e dei mille problemi (come dicono qui)…

Gabriella Caldelari

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Ruanda libero dalle mine anti uomo


È il primo Stato al mondo che si è liberato ufficialmente dalle mine anti-uomo. A conquistare il guiness è il Ruanda che con questi terrificanti strumenti bellici ha pagato un prezzo altissimo: centinaia di persone, tra il 1990 e il 1994, sono rimaste uccise o orribilmente mutilate.

È il primo Stato al mondo che si è liberato ufficialmente dalle mine anti-uomo. A conquistare il guiness è il Ruanda che con questi terrificanti strumenti bellici ha pagato un prezzo altissimo: centinaia di persone, tra il 1990 e il 1994, sono rimaste uccise o orribilmente mutilate.

L’annuncio è stato dato al summit mondiale sulla libertà dalle mine che si è svolto a Cartagena, in Colombia ed è stato ripreso dal sito della Bbc. Si tratta di un obiettivo unico nel suo genere, se si considera che non solo l’Africa ma una lunga serie di Stati nel mondo, lacerati da lunghissime guerre civili e con le economie in dissesto, sono tuttora punteggiati da milioni di mine che rendono difficili le comunicazioni e i trasporti ma impediscono a decine di migliaia di contadini di potere lavorare liberamente le proprie terre.

Ben Remfrey, del Mines Awareness Trust, ha verificato il lavoro svolto dall’esercito di Kigali e ha conferito il primato. Settemila militari, addestrati in Kenya e assistiti da esperti in esplosivi, hanno setacciato tutto il paese riuscendo a disinnescare migliaia di ordigni. “Si tratta – ha commentato – di un risultato eccezionale. Il Ruanda si è conquistato un posto nella Storia diventando il primo paese al mondo libero dalle mine anti-uomo. Altri dovrebbero seguire questo esempio di tenacia e costanza. Tutto ciò avrà un forte impatto sociale ed economico”.

Accolto proprio due giorni fa nel Commonwealth e di fatto assorbito nella sfera d’influenza anglo-americana per i suoi successi economici, il Ruanda ha dovuto fare i conti con gli ordigni sotterrati sin dalla sua formazione coloniale. La popolazione è stata costretta a convivere con le mine che diversi eserciti, stranieri e nazionali, avevano disseminato in quasi tutto il paese.

La circostanza ha pesato enormemente sull’economia di questo piccolo Stato, ad altissima densità abitativa e per l’80% dipendente dall’agricoltura. Per i contadini era quasi impossibile poter lavorare i terreni, particolarmente fertili molti sono rimasti uccisi dallo scoppio degli ordigni, hanno subito mutilazioni delle gambe e delle braccia, hanno perso gli animali.

La Bbc riporta la testimonianza di un contadino che ha vissuto per anni circondato dalle mine sotterrate e che ora si trova finalmente libero di poter campare con quanto gli produce il suo appezzamento di terra. “Adesso – spiega raggiante Alfonese Nteziyaremya, 40 anni – potrò coltivare ogni più piccolo pezzo del mio terreno senza rischiare di rimanere ucciso. La mia vita cambierà radicalmente, potrò realizzare il sogno che avevo inseguito, invano, per anni”. Nteziyaremya ci aveva provato a più riprese. Ma alla fine aveva rinunciato. Due dei suoi cinque figli avevano perso entrambe le gambe dopo aver dissotterrato casualmente una mina mentre un piccolo nipote e due mucche erano saltati direttamente in aria.

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Regali solidali


Salve a tutti,
da quest’anno abbiamo dei bellissimi cartoncini che possono essere considerati testimonianza di regalo offerti da Bruna Ferrazzini, grafica ticinese. Su richiesta possiamo spedirveli, ovviamente con una promessa di versamento per un progetto di vostro gradimento: regalo una capretta, offerta per l’acquedotto, buoni pane, ecc…
Un altro regalo originale è libro “La ragazza di San Martino” della signora Armida Ceppi che ha destinato l’introito ai bimbi del Ruanda.

Stiamo inoltre allestendo un nuovo sito che sarà più attivo ed aggiornato.

A partire da settimana prossima riceveremo 750 bottiglie di merlot dalla famiglia Parravicini di Corteglia, precisamente 375 bottiglie di merlot rosso e altrettante di merlot bianco. Il vino è prodotto nel vigneto che Matteo, Cecilia e Zeno hanno piantato a Castel san Pietro per sostenere opere umanitarie in Africa, più precisamente in Ruanda e Togo. Questo merlot si chiama Nebiungu nome derivato dalla regione di produzione Nebbione e dall’appellativo che parecchi paesi africani danno all’uomo bianco muzungu; è in vendita a fr 15.- la bottiglia o a cartoni da 6 a fr 90.- . L’intero ricavato del Nebiungu andrà a favore del decimo acquedotto in Ruanda.

Eventuali interessati potranno ritirare le bottiglie ai nostri mercatini natalizi e prenotarli per email o per telefono allo 079 315 08 23.

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Lezioni di inglese


Carissimi,
con Josianne siamo rientrate da ormai una settimana dopo un mese di permanenza in Rwanda, il lavoro proprio non ci è mancato. Siamo rientrate stanche ma contente del lavoro svolto e soddisfatte perchè tutti i progetti stanno funzionando al meglio.
Augusto, il volontario di Milano è alle prese con oltre 500 bambini e ragazzi che possono usufruire gratuitamente delle lezioni d’inglese. Queste vengono svolte nella bellissima casa tradizionale che i volontari del mendrisiotto avevano costruito diversi anni fa.
I bambini del villaggio di Rutongo stanno apprezzando moltissimo l’opportunità delle lezioni, sono molto interessati e dimostrano la loro voglia di studiare e di assicurarsi un futuro pieno di speranze. Il primo giorno di lezione si erano presentati 110 ragazzi, alcuni mandati in avanscoperta dai fratelli per accertarsi che veramente ci sarebbero state le lezioni e che fossero gratuite. ovviamente il secondo giorno già i partecipanti erano 300 per poi assestarsi nei giorni successivi ad oltre 500. ho parlato al telefono con Augusto questa mattina e mi ha assicurata che tutto procede al meglio e che l’entusiasmo è grande.
La presente è anche per ricordare che domani, sabato 14 alla Guana di Meride ci sarà la cena africana, con ancora alcuni posti disponibili. Durante la serata saranno in vendita i nuovi prodotti d’artigianato che abbiamo portato dal Ruanda ed il libro LA RAGAZZA DI SAN MARTINO che la signora ARMIIDA CEPPI di Vacallo ha scritto, destinando il profitto alla nostra associazione.
Altre occasioni per l’acquisto del libro saranno durante i mercatini di natale, prossimamente vi invieremo il programma.

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Distribuzione capre


Da 10 anni vengono distribuite regolarmente capre a famiglie composte da soli minorenni e ai quali non è possibile offrire sostegno con il nostro progetto di adozioni a distanza.

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Inglese


Carissime/i madrine e padrini,
tra i molti cambiamenti in questo rwanda, da questo inizio di anno il paese é diventato anglofono e tutte le scuole si sono dovute adeguare. Per tanti dei bimbi da voi sostenuti quest’anno scolastico, ormai giunto al termine, sarà stato molto impegnativo.

La mia permanenza in questo sconvolgente paese è quasi al termine e tra una settimana, a quest’ora, sarò in aereo per il rientro in ticino. A gennaio 2010 tornerò qui per incontrare i vostri bimbi e ragazzi e far loro le foto per spedirvele; non stupitevi se parecchi ragazzi ripeteranno l’anno scolastico per questo repentino cambiamento.

Questa sera sono stata all’aeroporto ad accogliere Augusto, un giovane volontario di milano che salirà a Rutongo, per offrire dei corsi d’inglese intensivi e gratuiti. Augusto si fermerà per oltre un mese e sarà affrancato da jeannette come traduttrice (questo kinyarwanda é veramente la lingua più complicata del nostro pianeta) e da Winnie per l’organizzazione dei corsi. Sono previsti centinaia di partecipanti.

Jeannette, ora ha 21 anni, era stata portata in italia da noi, ancora piccolina. Nella primavera del 1994 in pieno genocidio era stata ferita gravemente ad una mano dall’inclemente macete (mano che le è stata purtroppo amputata);

Winnie nel 1995 é stata operata al civico di Lugano per un delicato intervento al reparto di neurochirurgia per una ferita alla testa provocata da una fucilata. Ora è responsabile della biblioteca di Rutongo che con l’arrivo di Augusto si arricchirà di numerosi libri in inglese.

Nella speranza di incontrarvi alla cena di Meride il 14 novembre vi saluto cordialmente,

Gabriella

P.S. è sempre divertente andare all’aeroporto: la plastica nel paese da anni è proibita e chi vi arriva col sacchetto o con le valigie protette da involucri di questo materiale messo al bando perchè inquinante, è costretto a lasciarlo in un apposito recipiente per il riciclaggio, vi lascio immaginare lo stupore…

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News dal Rwanda


Carissimi,
rieccomi qui in Rwanda confrontata con il bellissimo, organizzatissimo, rispettosissimo dell’ambiente con natura preservata dall’inquinamento, con corruzione a tolleranza zero, con un governo rappresentato da moltissime donne e una drammatica realtà.
Il rwanda non ha nessuna materia prima ed è il paese più densamente popolato di questa dilaniata Africa, oltre 1’000’000 di Vatussi sono rientrati dall’esilio dopo i terribili avvenimenti che lo hanno sconvolto nel 1994 a paese liberato dalla dittatura e per loro diversi villaggi sono stati costruiti alla bene e meglio e mancano di infrastrutture e anche e soprattutto di acqua.

La povertà è estrema, il cibo scarseggia, il costo della vita è elevato, gli orfani sono innumerevoli anche a causa dell’AIDS, mancano ancora case e campi coltivabili. L’acqua, abbondante nel sottosuolo, è a disposizione di pochi perché mancano acquedotti e la popolazione è in continuo cammino per approvvigionarsi.

Dopo essere stato il paese più pericoloso del pianeta, ora regna la tranquillità e la pace. I turisti (purtroppo pochi) scopriranno subito un popolo di apertura e di scambi, che mette tutto in opera per accoglierli, che da lezioni di capacità dell’essere umano a ricostruire, ricostruirsi e riconciliarsi.

Giacomo e Natalina, nostri volontari, organizzano una cena africana a all’osteria La Guana a Meride il 14 novembre, per aiutarci a raccogliere fondi per il decimo acquedotto in costruzione.

Facciamo nuovamente appello alla solidarietà, vi aspettiamo numerosi e vi chiediamo di far circolare tra i vostri amici e conoscenti questo messaggio con cari saluti,

Gabriella Caldelari

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