Gru coronate

Questa notte alle 02.00 lasceremo questo paese che non cessa mai di stupire, anche per la sua organizzazione e sensibilità, Lhamo è “desolata” di partire.

La scorsa settimana alla radio hanno annunciato, essendo le gru coronate in via di estensione, che tutte la gru coronate in cattività nei giardini, devono essere annunciate all’ufficio del turismo.
A partire da inizio novembre verranno a casa di chi le ha annunciate dei veterinari, verificheranno il loro stato di salute e dopo aver terminato il censimento verranno a ritirarle per riabituarle alla vita in libertà, un periodo di riabilitazione in un luogo protetto e poi via, libere al parco dell’Akagera. Anche nel nostro giardino ne abbiamo 3, una decina di anni fa, mentre stavo guidando, davanti a me c’era una moto con due uomini, quello sul sedile posteriore con un saccone in mano con dentro qualcosa che si muoveva. Sorpasso la moto e la faccio accostare, “che trasportate”? aprono il sacco ed ecco 3 magnifiche teste coronate e 3 paia di occhi azzurri. “Che ne fate?” cerchiamo di venderle. Le ho subito acquistate per liberarle da quella prigionia e portate nel giardino di Emmanuel, che ci ospita. Una soprattutto mi è diventata amica, riconosce la mia voce e mi si avvicina nella speranza che le dia alcuni chicchi di riso.

DSCN0015Da quando ho sentito l’annuncio radiofonico niente più riso, devo staccarmi da lei e prepararmi a darle, questa sera, l’ultimo addio. Ecco, anche questa protezione dell’ambiente, della sua flora e della sua fauna, mi rassicura e mi rallegra, con tutti i problemi del Paese, la sua estrema povertà, la troppo forte crescita demografica, gli sfollati della Tanzania, i profughi del Masisi, ecc…qui ci si preoccupa anche degli animali in via d’estinzione e ci si mobilita per la loro salvaguardia: anche i gorilla di montagna qui sono molto protetti e in crescita, ogni anno i nuovi nati vanno a ripopolare le famiglie dei gorilla e i bracconieri sono scomparsi.

Domani saremo in Ticino, un’ultima retrospettiva su tutto ciò che abbiamo fatto, tutto è sistemato? Le schede dei numerosi bimbi del sostegno a distanza preparate fino a gennaio, data del mio prossimo rientro in Rwanda?
Le due piantagioni di caffé generosamente sostenute da un nostro associato ben organizzate? La cassa malattia a tutti i lavoratori della piantagione, le liste per l’aiuto mensile ai bimbi malnutriti delle vedove facenti parte del progetto?

Con Claudine e Marita l’altro giorno siamo scese a piedi alla II piantagione, tra strapiombi, bananeti e buchi di miniere di bauxite abusive: la risalita è stata proprio impegnativa, quasi da cordata e ramponi, ma il luogo dove ci siamo ritrovate è da mozzafiato. Di gente a lavorare ce n’era moltissima, oltre 200 persone chiamate a fare volontariato per rimpiazzare le piantine che avevano offerto durante il periodo di siccità: alle 50 persone facenti parte del progetto ho dato un piccolo compenso per il Natale che si avvicina, le altre venute ad aiutare sono o sorelle, o zie o nonne di bambini inseriti nel nostro progetto di adozione a distanza. Qui la solidarietà è tangibile, tutti lavoravano insieme. Bellissimo vedere così tanta gente in armonia, disponibile e attiva, le etnie riappacificate, vittime e carnefici del 1994 insieme per un bene comune… chi stava zappando per mettere le nuove piantine, altre terminavano di fare le terrazze anti erosione, altre innaffiavano, i lavori procedono velocemente.

DSCN0781Ieri un ultimo viaggio nella savana perché ancora rimaneva da distribuire in due nuovi villaggi, a 292 bambini scacciati dalla Tanzania, uniformi e materiale scolastico. Qui in Rwanda il tasso di scolarizzazione è quasi al 100 per 100, unica eccezione la regione della savana dove il tasso scende al 70 per cento circa perché i nuovi rimpatriati per lo più ex allevatori, non tutti erano sensibilizzati alla scolarizzazione ed è per questo che avevo fatto richiesta a una fondazione di Lugano, un sostegno per uniformi e altro materiale, proprio per invogliarli a frequentare la scuola.

P1020199Conclusione? tra poco il rientro, quando parto dal Ticino per venire in Rwanda mi vien detto beata te, buone vacanze ( vacanze?….),

quando parto da qui per il rientro mi vien detto: buone vacanze (vacanze?…), e chi si occupa della raccolta fondi?

 

Ri-buone vacanze a me e ri-saluti a voi

gabriella

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Il rientro dei falchi

Ciao ciao

Da ben 20 anni, verso tardo pomeriggio, la stessa scena: centinaia di falchi rientrano a Kigali per la notte. Di giorno sono in giro a caccia in tutto il Rwanda, la notte a Kigali, al mattino presto di nuovo in volo. Passano la notte sugli alberi della collina di Kiyovu, la parte più vecchia della città, su rami scelti con cura perché non tutti sono di loro gradimento.

C’è un proverbio che dice DIO PASSA LA GIORNATA ALTROVE MA ALLA SERA RIENTRA A DORMIRE IN RWANDA. Ora, a venti anni dal genocidio, molte persone aggiungono MA DURANTE IL GENOCIDIO NEMMENO LA SERA RIENTRAVA…

Mi piace pensare, la sera a questi falchi come messaggeri di Dio, il loro rientro mi rassicura e mi da un senso di stabilità: qui tutto procede velocemente, forse troppo: in venti anni, dalla mia prima missione in pieno genocidio, da quando tutto era distrutto “se non vinceremo lasceremo una terra bruciata” (come dicevano i genocidari), il Paese è irriconoscibile, ben organizzato, totalmente ricostruito, splendido, pulito, ordinato, tutto terrazzato, grazie anche al programma TIG (lavori di interesse generale), un programma di reinserimento dei prigionieri a termine pena, prima di essere totalmente liberati e poter rientrare a casa, sulle loro colline. Devono partecipare a questo programma di lavori comunitari sia per la ricostruzione, dopo aver tanto macellato e devastato, sia per re-imparare a vivere insieme e a liberarsi dall’ideologia genocidaria di come sono cresciuti.

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L’altra sera anche che la nostra piccola amata Lhamo ha potuto godere del rientro dei falchi, sono centinaia? Sì sì non esagero, sono così tanti da quasi oscurare il cielo. Per lei proprio un momento magico, spero un ricordo che resterà indelebile nel tempo.

Oggi pic nic alla fattoria, eravamo in 26 con alcuni degli ex ragazzi di strada ospitati al nostro foyer di Remera e gli altri inseriti nel programma di allevamento per un loro recupero e per poi programmare un futuro inserimento nella società. Ogni ragazzo che lavora alla fattoria riceve uno stipendio mensile e una buona parte di questo vien bloccato su un conto in banca e consegnato quando il ragazzo si sente forte e pronto a lasciarci.

Nei nostri foyer di Remera e della fattoria (ne abbiamo altri 3 sparsi in Rwanda) i ragazzi si autogestiscono, convivono in uno spirito di fratellanza e di condivisione vera, da anni vivono insieme in armonia, senza conflitti, proprio non bisticciano mai, non sono gelosi uno dell’altro, si aiutano, si prendono cura anche dei due piccolini abbandonati a giugno dalla loro mamma, la sorella di Hassan.

A Remera Hassan di 24 anni ha preso il posto di Vedaste che lo scorso anno si è sposato ed ora sta facendo la specializzazione in ematologia a Nairobi;
alla fattoria proprio oggi abbiamo nominato, tra applausi e risate sonore Bizimana Petit pure lui di 24 anni, responsabile per tutto il progetto agricolo.

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Olivier commenta così la “promozione” di Bizimana

DSC_0280  Moriah la nostra piccolina, 2 anni

La giornata è stata bellissima, calda e fortunatamente senza pioggia il che ci ha permesso di raggiungere la fattoria a piedi, il pic-nic ha soddisfatto tutti.

Una frase fatta? siamo stanchissime ma contente.

gabriella, marita e lhamo

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La memoria dell’elefante

Murakose, come va?

Rieccoci da Kigali,
sabato scorso a Rutongo, il villaggio dove abbiamo sostenuto e tutt’ora siamo presenti la maggior parte dei nostri progetti d’aiuto allo sviluppo sostenibile, una grandissima festa di ringraziamento per la presenza dei 20 anni di Insieme per la Pace e dell’associazione locale di vedove Dushigikirane: moltissima gente, diverse autorità locali e statali, danze, poesie e giochi a premi per i presenti …

Siamo ritornati nella savana a visitare alcuni dei nuovi villaggi sparsi nella regione per accogliere gente rientrata dall’esilio a guerra e genocidio terminati e le troppo numerose persone cacciate dalla Tanzania.

Ci sentiamo in dovere di ringraziare il nostro caro amico e volontario rwandese, un giovane commerciante, che durante le nostre visite qui in rwanda ci ospita nella sua casa e ogni giorno ci mette a disposizione gratuitamente la jeep col fidato autista John. Noi partecipiamo di tasca nostra, senza gravare sulle spese di logistica dell’associazione, con la benzina e le spese “vive” della casa: muracoze Emmanuel! Grazie Emmanuel!

Durante questa nostra visita nella savana Emmanuel ci ha accompagnate per fare un sopralluogo dove verranno attuati i progetti per i quali abbiamo chiesto finanziamenti in Ticino tramite la Fosit, perché durante la nostra assenza sarà lui che seguirà i lavori e stanzierà i fondi man mano che i progetti prenderanno vita.

Partiamo di mattina molto presto, dopo alcune ore di viaggio ci incontriamo con Abbé Patrice al villaggio dove abbiamo aiutato il progetto “poterie” per dare la buona notizia, la cisterna per raccogliere l’acqua piovana dalle tettoie dove sono stati allestiti i due forni, richiestaci la scorsa settimana, è stata accordata e quindi possono dare il via ai lavori di preparazione, tra alcuni giorni il loro desiderio sarà esaudito.

Abbé Patrice è il tramite tra Insieme per la Pace e le autorità locali che ci hanno richiesto gli aiuti e ci accompagna durante tutta la giornata. Percorriamo ore e ore su strade sterrate a volte polverose a volte sdrucciolevoli e con pozzanghere perché qui è la stagione delle grandi piogge, per arrivare a Gatabe, il nuovo villaggio ai confini con la Tanzania e col parco nazionale dell’Akagera, dove il governo ha costruito un centro di sanità per evitare che la gente che abita nei paraggi debba camminare 6 ore di andata ed altre 6 di ritorno per raggiungere il centro sanitario di primo intervento più vicino. A noi l’arredamento, il laboratorio, la costruzione di cucine e servizi igienici e la posa di una pompa idraulica ad energia solare con due fontane. Abbiamo promesso gli aiuti, ora speriamo di riuscire a trovare i finanziamenti.

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E’ sempre piacevole anche se triste, recarsi nell’Umutara: ogni volta in noi lo stupore per la bellezza del territorio, dell’ordine, della pulizia, dell’organizzazione ma anche il sentimento di smarrimento davanti a tanta dignità pur nel nulla più assoluto.

Ma ogni volta che ci si avvicina al parco nazionale ecco per me la solita preoccupazione, spero che Mutware, il vecchio elefante ora solitario, non sia all’esterno del parco e magari anche sulla nostra strada…
Mutware prima del genocidio era un elefante mansueto con il suo guardiano personale, due amici inseparabili che visitavano spesso il giardino dell’albergo all’interno del parco per la gioia dei turisti che potevano avvicinarsi e farsi fotografare tra le sue zanne.
Scoppia il genocidio nel 1994 e Mutware viene colpito da una fucilata: diventa cattivo e imprevedibile, un problema per le guide e i visitatori del parco.
Dopo alcuni anni di terrore a qualcuno viene la buona idea di cercare il suo vecchio guardiano e riportarlo nel parco: l’elefante lo riconosce subito e nuovamente diventa mansueto e avvicinabile: il vecchio, amato e dolce Mutware. Per lui e per tutti alcuni anni di pace.
Durante i processi popolari, le gaciacia, organizzati per snellire i processi ai numerosi genocidari, qualcuno fa il nome del guardiano di Mutware per complicità ai massacri e viene arrestato.
Una catastrofe, l’elefante ridiventa aggressivo e temibile, esce dal parco e rientra in assoluta libertà, a volte si avvicina ai villaggi ed è mansueto poi improvvisamente si innervosisce e inizia a far disastri mettendo a repentaglio la vita degli abitanti.
Da alcuni anni con l’aiuto di un elicottero è stato fatto rientrare al parco. L’ultima volta che ci sono andata eccolo sbucare dagli alberi pronto ad attaccarci, le orecchie sventolanti, l’enorme zampa a raspare il terreno. Riusciamo ad evitarlo ma non sarà così per gli sventurati che a gennaio di quest’anno se lo sono ritrovati davanti, una jeep di Emmanuel con turisti mezza devastata, un’altra rovesciata, tanto terrore ma fortunatamente nessun morto.

Proseguiamo verso il confine con l’Uganda per raggiungere un ulteriore villaggio dove sono state sistemate 47 famiglie di sfollati tanzaniani, sono stati spostati così lontano per poter offrire loro un ettaro di terra da coltivare e perché, essendo di religione mussulmana, nel paraggi c’é una moschea. La povertà più assoluta, gente abituata ad avere grandi mandrie di mucche e vivere di latte e di latte cagliato ora spogliata di tutto, tutte le loro mucche confiscate in Tanzania, il governo rwandese offre 5kg di fagioli e 5kg di riso la settimana per famiglia. La terra è stata coltivata ed ora bisogna aspettare il raccolto. Ci hanno portato fino “ai confini del mondo” perché siamo arrivati dal Ticino con soldi per acquistare e distribuire caprette e galline. Per noi sarebbe stato logisticamente più semplice riunire la visita al dispensario alla distribuzione degli animali nello stesso villaggio ma i rappresentanti del governo, sempre molto attenti e sensibili, decidono di assegnare gli animali agli sfollati tanzaniani per distribuire equamente gli aiuti.

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Con cari saluti gabriella, marita, lhamo e Luigi

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Quando si parla di organizzazione…

Kigali, siamo atterrate l’altra sera a mezzanotte, due passi nell’aeroporto e subito veniamo fermate da due infermiere con guanti e mascherina che ci misurano la febbre. Il termometro è super moderno, nessun contatto con la pelle, dotato di una luce verdolina, forse a laser? Siamo arrivate dopo ore passate a Malpenza tra centinaia di persone prima dell’imbarco, poi uno scalo di 4 ore a Istambul dove abbiamo incrociato migliaia e migliaia di persone ma nessun provvedimento per la tanto discussa ebola. In Europa non passa giorno che non viene nominata la terribile malattia ma alle dogane e negli aeroporti nessun accorgimento, qui, in questo piccolissimo Paese nel cuore dell’Africa, ad ogni frontiera, la stessa misura di prevenzione contro la diffusione del virus: a tutti quelli che entrano vien misurata la febbre e subito un’apparato medico è pronto per isolare eventuali sospetti e trasportarli in isolamento.

Ieri il primo viaggio nella savana a visitare gli sfollati.
Passiamo al foyer di Remara a prendere Chiara che viene con noi. Dopo ore di viaggio, sulla strada a un’ora circa prima di arrivare da loro, una rapida visita al villaggio dei Batwa che abbiamo preso sotto tutela. Da alcuni di loro ci viene presentata con orgoglio la mucca col suo vitellino che hanno vinto a un concorso statale di prodotti d’artigianato. Hanno anche un costruito un forno nuovo, più grande, per far seguito alle numerose richieste di “mbabura” i fornelli per cucinare a basso consumo energetico. Ritroveremo poi questi “mbabura” al mercato dove provvisoriamente hanno sistemato le persone e gli stra numerosi bambini scacciati dalla Tanzania. Ora il grande esodo è cessato, solo sporadicamente alcuni si ritrovano a percorrere a piedi i lunghi tragitti fino al confine con il Ruanda, non appena arrivano alla frontiera vengono presi a carico dal governo ruandese e con un bus portati a Nyagatare in attesa di essere sistemati in un nuovo villaggio, che ancora non è stato costruito per mancanza di fondi.
In questo centro da noi visitato 75 famiglie vivono in altrettanti locali che sarebbero dovuti essere dei negozietti attorno alla piazzale del mercato. Arriviamo sul mezzogiorno, visitiamo alcuni alloggi, parliamo con loro: Marita parla lo swaili la lingua anche della Tanzania e così é più facile comunicare. Una donna racconta che è arrivata un mese fa, da sola, nessuna notizia della sua famiglia, di suo marito, dei suoi figli, aspetta fiduciosa nella speranza che non siano stati uccisi e che riescano a raggiungerla in Ruanda.
Un signore anziano ci dice di come è riuscito a salvare la nuora coi suoi 5 figli e altri bambini della famiglia e portarli in Ruanda, alloggiano in 14 in un locale di 3 metri quadrati, alcune stuoie in terra, il loro arredamento è tutto lì.
Ad ogni famiglia il governo garantisce 5 kg di fagioli e 5 di farina di polenta bianca alla settimana.
Come al solito colpisce l’assoluta mancanza di organizzazioni umanitarie che solitamente intervengono in situazioni analoghe (esodo in massa di profughi), solo noi siamo presenti e collaboriamo con le autorità locali e abbé Patrice per cercare di dare un po’ di speranza per un futuro in questa, per loro nuova, terra di accoglienza.

A febbraio durante la nostra precedenza missione avevamo stanziato fondi per altre 5 pompe idrauliche. Tutte sono terminate e funzionano benissimo. Andiamo a visitarne una che è proprio sulla strada all’uscita del parco Akagera. La gente è soddisfatta e con sorpresa ci mostra una “pepinère” dove poco distante dalla fontana, alcuni beneficiari, di proprio iniziativa hanno deciso di coltivare piantine locali per poi rimboscare la zona che fino a pochi anni fa era ancora Parco ma che ha dovuta essere “liberata” per accogliere oltre 1 milione di persone rientrate dall’esilio a guerra e genocidio terminato e negli ultimi anni le migliaia di persone scacciate dalla Tanzania.

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Settimana prossima ritorneremo nella savana per andare al nuovo villaggio di Gatabe dove il governo ha costruito un centro di sanità per evitare che chi vi abita debba percorre 6 ore su strade sterrate e polverose per aggiungere il centro sanitario più vicino. La richiesta per questo nuovo centro ci era stata fatta alcuni anni fa quando siamo andati a visitarli e a distribuire capre e pecore e galline ad alcune famiglie. Avevamo promesso che saremo ritornati per continuare le distribuzioni di animali a chi era rimasto senza e che avremmo parlato con la autorità locali per un eventuale centro di sanità.
A Gatabe verranno offerte cure di primo intervento e soprattutto diventerà una casa per nascere bene. Il centro è costruito ma ora manca di tutto: arredamento, laboratorio, infrastrutture, acqua, toilettes e cucina per chi arriva da lontano ad occuparsi delle partorienti e dei pazienti.

Come scritto dal Mahatma Gandhi: “Se vogliamo raggiungere una vera pace in questo mondo, dovremo incominciare dai bambini”. Nascere bene ed essere accolti con amore, è un diritto umano fondamentale, il cui rispetto può lasciare un’impronta di pace per tutta la vita.
Per offrire ai futuri genitori e ai loro bambini la possibilità di vivere questo importante evento in modo naturale e armonioso anche a Lugano un gruppo di levatrici, sostenute dall’Associazione Nascere Bene Ticino, sta creando una casa della nascita a Lugano. Per raccogliere fondi per questo progetto ticinese il nostro coro GOCCIA DI VOCI offre un concerto alla Chiesa Evangelica, vedi locandina:

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Con cari saluti Gabriella, Larita, Lhamo e Chiara

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Serata: RWANDA, DIO E’ QUI

Al Cinestar è stato presentato RWANDA, DIO E’ QUI

Grazie di cuore ad Amnesty sezione Ticino e a Marco Cortesi di  www.luganophotodays.ch  per aver organizzato la serata e per aver coinvolto la nostra associazione.

Ottanta minuti struggenti ed emozionanti che mi hanno inchiodata su una poltroncina della sala 2, tra lacrime e ricordi, una immersione nel passato con l’eco della micidiale radio milles collines che ha imperversato  durante tutto il genocidio del Ruanda; a fine maggio 1994 la sede della radio a Kigali era ormai fuori uso ma le emissioni continuavano da un’ apposizione mobile e l’invito alla violenza, all’ “uccidete tutti gli scarafaggi, se non avete i machete prendete martelli, chiodi e quant’altro serva per lo scopo, dobbiamo annientarli tutti, uccidete anche i loro bambini…” era presente e pressante.

Lo spettacolo mi ha riportato sulle strade polverose percorse nel buio, a fari spenti per non essere avvistati, al pungente odore dei morti, a quello acre del sangue fresco, ai lamenti strazianti, ai troppi cadaveri, ai troppi bambini feriti nel corpo e straziati nell’anima, alle troppo numerose fosse comuni:  oltre un milione di morti in soli tre mesi, un record assoluto nella storia della nostra umanità.

Avrei ancora avuto molto altro da dire durante la mia testimonianza a fine della recita, ma la concretezza e l’essenzialità dello spettacolo mi hanno zittita.

Bravissimi e coinvolgenti Mara Moschini e Marco Cortesi, due giovani sensibili ai problemi dei diritti umani del nostro pianeta, che hanno presentato e documentato in modo essenziale, pulito e semplice il terribile genocidio che ha sconvolto il Ruanda e l’Africa ma purtroppo lasciato indifferente troppo nostre coscienze.

La scenografia? Niente, un palco, alcuni fari, 2 microfoni ed è tutto. La nostra immaginazione non ha dovuto sforzarsi per ricreare le scene: l’intensità e la bellezza di Mara e di Marco è stata sufficiente e determinante, niente da aggiungere se non ancora un grande grazie di cuore e la speranza, anzi la certezza, che alcuni semi per un mondo migliore possano germogliare e arrivare a maturazione.

Mercoledì di nuovo in Ruanda, speriamo di avere l’occasione di inviarvi nostre notizie.

Cari saluti gabriella

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RWANDA, DIO È QUI

Carissimi,

martedì 7 ottobre al Cinestar di Lugano – Cornaredo ore 20.00 verrà presentato lo spettacolo teatrale RWANDA, DIO E’ QUI, vedi locandina allegata.
Seguirà tavola una rotonda in collaborazione con l’associazione Insieme per la Pace e Amnesty International – Gruppo Ticino 48, che contribuisce all’organizzazione di questo spettacolo. Per le tematiche affrontate dallo spettacolo si consiglia la sua visione a un pubblico di età superiore ai 14 anni.

Con Marita e Mariagiovanna, supervisionate dalla piccola Lhamo, ci stiamo preparando alla partenza per il Rwanda. Siamo soddisfatte per il buon esito di tutti i mercatini e delle altre attività di settembre, allo scopo di raccogliere fondi per gli sfollati dalla Tanzania ( il bel sole ci ha aiutato e ci ha permesso dei proficui, intensi e impegnativi fine settimana).

Con i migliori saluti, per l’associazione  gabriella

 

dettagli
spettacolo teatrale
Rwanda – Dio è qui
di/con Marco Cortesi e Mara Moschini
presso CineStar, via Ciani 100, Lugano
martedì 7 ottobre 2014 alle ore 20.00

trailer
https://vimeo.com/105968541

trama
Quasi un milione di vittime e un solo nome capace di rievocare il grido di migliaia di volti: Rwanda. In occasione del ventennale di uno degli eventi storici più dimenticati e controversi del nostro presente, l’indimenticabile storia di un uomo e una donna capaci di un gesto d’inimmaginabile e straordinario coraggio.

autori e interpreti
Dopo il successo de “La Scelta” (330 repliche tra Italia ed Europa, patrocinato da Amnesty International e RAI-Segretariato Sociale) Marco Cortesi e Mara Moschini, tra i più apprezzati autori e interpreti della nuova generazione di teatro civile e narrazione, portano in scena un nuovo avvincente spettacolo-inchiesta. Attraverso un attento lavoro giornalistico e di ricerca storica, MC Teatro Civile riporta in vita alcuni tra gli eventi storici più importanti del nostro passato per capire il presente e comprendere meglio il nostro futuro.

informazioni
Lo spettacolo ha una durata di 80 minuti.
Seguirà tavola una rotonda in collaborazione con l’associazione Insieme per la Pace e Amnesty International – Gruppo Ticino 48, che contribuisce all’organizzazione di questo spettacolo.
Per le tematiche affrontate dallo spettacolo si consiglia la sua visione a un pubblico di età superiore ai 14 anni.

maggiori dettagli e prevendita
http://www.luganophotodays.ch/events/rwanda-dio-e-qui/

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Programma mese di settembre

Carissimi,
speriamo che da oggi, I settembre, il tempo sia clemente e ci dia la possibilità di partecipare alle manifestazioni in programma questo mese:

Sabato 6 dalle 11.00 alle 16.00
Saremo presenti con una pesca di beneficenza all’Ospedale Psichiatrico di Mendrisio nell’ambito della festa annuale organizzata dal Club 74;

Domenica 14 dalle 9.00 alle 17.00
Sempre a Mendrisio bancarella al Mercato dell’Antiquariato con oggettivistica varia;

Sabato 20 dalle 11.00 alle 17.00
Siamo al Parco Ciani di Lugano con materiale informativo e artigianato dei nostri progetti eseguiti dagli artigiani ruandesi per la manifestazione Trasguardi;

Domenica 21 dalle 10.00 alle 16.00
A Maglio di Colla c’è la festa di Fine Estate e avremo una bancarella con artigianato del Ruanda;

Sabato 27 dalle 9.30 alle 18.00
Siamo alla Sagra dell’ Uva a Mendriso con vendita di prodotti ruandesi e specialità ticinesi;

Domenica 28 dalle 9.30 alle 17.30
Sempre nell’ambito della Sagra dell’Uva la ormai tradizionale pesca di beneficenza dotata di moltissimi premi.

Speriamo che tutte queste manifestazioni possano portare beneficio perché nella savana siamo confrontati con una situazione di emergenza. I nuovi villaggi che il governo sta costruendo per accogliere le oltre 50.000 persone scacciate dalla vicina Tanzania unicamente perché lontanamente di origine ruandese, abbisognano di tutto.
A 26 di queste nuove comunità abbiamo fornito pompe idrauliche ad energia solare che erogano acqua potabile, abbiamo distribuito animali di piccolo taglio, “tolles” per coprire tetti delle loro semplicissime case, vestiario, latte e stanziato fondi per cure sanitarie d’urgenza. In 2 villaggi abbiamo sponsorizzato un progetto di manifattura di ceramica e uno di allevamento di maiali.
Ma le richieste sono ancora pressanti, diversi altri villaggi abbisognano di acqua.
Sempre nella regione, più precisamente a Gatabe, le autorità locali hanno costruito un centro di sanità perché le persone che vi abitano e quelle dei villaggi confinanti ora devono precorre 6 km a piedi su strade sterrate e polverose per raggiungere il centro sanitario più vicino dove vanno a farsi curare e a partorire e altri 6 km per il rientro a casa. L’altro ieri ci è pervenuta la richiesta di aiuto per la messa in funzione per questo nuovo centro di sanità con un preventivo di fr 45.500.- per l’arredamento e infrastrutture.

Il 15 ottobre con Mariagiovanna, sua figlia medico Marita e la piccola Lhamo partirò per Kigali anche perché il 18 ottobre a Rutongo le vedove e le autorità ruandesi organizzano una grande manifestazione per festeggiare il ventesimo della presenza della nostra associazione in Ruanda.

Laggiù i progetti stanno funzionando bene e noi siamo impazienti di visitarli e poter portare aiuto e soccorso nella savana.

Se qualcuno avesse voglia e tempo per darci un aiuto in uno del vari mercatini ci contatti pure, se invece volete fare un’offerta vi saremo grati.

Nella speranza di potervi incontrare inviamo i nostri migliori saluti

per l’associazione gabriella

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giornata internazionale dei rifugiati

Carissimi,
oggi 20 giugno é la giornata internazionale dei rifugiati.

La presente è per ricordarvi che dal 2011 ci stiamo occupando con aiuti concreti ai rifugiati: decine di migliaia di persone scacciate della Tanzania, unicamente perché di origine Ruandese.

Entrano in Ruanda spogliati di tutti i loro averi, famiglie vengono separate se uno dei componenti è tanzaniano, alcuni bambini si ritrovano orfani o dispersi e il nuovo Paese li accoglie e costruisce per loro dei nuovi villaggi.

E’ una ennesima emergenza in cui si trova il Ruanda tra l’indifferenza generale delle grandi organizzazioni internazionali.

I nostri aiuti consistono nel portare, nel limite del possibile, ad ogni nuovo villaggio acqua potabile con l’implementazione di pompe idrauliche ad energia solare e ad ogni visita in loco distribuiamo animali di piccolo taglio, vestiario, sapone e latte fresco acquistato sul posto. Di pompe ne abbiamo già offerte 25, altri 5 villaggi sono in attesa, ogni pompa costa circa CHF 35.000.- . Se volete contribuire con piacere aspettiamo le vostro offerte tramite il nostro conto bancario o conto IBAN qui sotto elencato.

Ne approfittiamo per segnalarvi che il nostro amico-volontario Marco ha pubblicato su youtube alcuni filmati che potrete visionare tramite il link:

https://www.youtube.com/channel/UCX8bwGNKG_uhDW668tuOEdg

Con i migliori saluti, gabriella

Insieme per la Pace
6951 Signôra / Valcolla
(Ti) Svizzera

+41 91 9441488
www.insiemeperlapace.ch
info@insiemeperlapace.ch

CCP 69-32616-5
IBAN CH75 0900 0000 6903 2616 5

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Vedaste e Filippo

Ecco la testimonianza di Vedaste che ha scritto per commemorare il ventesimo anniversario del genocidio che ha colpito il Ruanda nella primavera del 1994

Anche Insieme per la Pace è nata 20 anni fa, a seguito degli avvenimenti che hanno sconvolto il Ruanda, 3 mesi di inferno, 1’000’000 di morti. Durante quei terribili giorni accompagnai la signora Mariapia Fanfani per una missione di salvataggio di bimbi e ragazzi feriti dalla guerra e dall’affilato machete, Vedaste era tra i ragazzini salvati!

Filippo, amico di Vedaste,  per celebrare. il ventesimo della nostra associazione si è iscritto e ci rappresenta alla famosa ed estenuante” Marathon des sables”   che si svolgerà dal 6 al 13 aprile: 250km di corsa nel Sahara marocchino, in condizioni ambientali proibitive. Filippo è uno tra i più giovani partecipanti.

Eccoci a teleticino: http://www.youtube.com/watch?v=00uKR2gEV4M

gabriella

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Oro blu

Carissimi
fornire l’oro blu, l’acqua pura ai villaggi della savana grazie e pompe idrauliche ad energia solare ed a fontane sparse sul territorio. Ecco uno degli scopi principali dell’associazione Insieme per la Pace in Ruanda.
Per questo giovedì 27 marzo alle ore 20.00 alla Chiesa Evangelica di Lugano il coro goccia di voci offre un concerto per rispondere all’urgenza di raccogliere fondi da utilizzare per captare l’acqua delle sorgenti del Nilo e metterla a disposizione di chi non possiede acqua fresca e pulita.
Cantare in questo coro, alternandomi tra le voci dei bassi e quelle dei tenori, è una delle mie attività ormai da una decina di anni. Il nostro repertorio multietnico valorizza e fonde insieme gli aspetti sacrali e gioiosi del canto corale.
A sottolineare che siamo un coro speciale il secondo posto al concorso dei canti corali svizzero che si è svolto ad Arau nel novembre 2013. Medaglia d’argento nella categoria cori speciali appunto…
insomma siamo bravi e partecipativi; di noi dicono che ogni nostro concerto sia un’esperienza unica, da non perdere.
Vi aspettiamo numerosi (grazie per aiutarci a pubblicizzarlo).

Se voleste farvi un’idea di cosa cantiamo, ecco il video di promozione su youtube

con cari saluti, gabriella

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