Una gradita sorpresa

Carissimi,
dopo tanta siccità finalmente qui a Kigali è arrivata la pioggia, purtroppo questa notte con scrosci d’acqua violenti: speriamo non abbia fatto troppi danni.
Ormai ci stiamo abituando al cambiamento climatico, eventi sempre più estremi… qui dovrebbe essere la piccola stagione delle piogge ma da tempo non piove e quando l’acqua arriva, oltre a portare sollievo, fa molti danni.

Avrà piovuto pure nella savana? L’altro giorno ci siamo ritornati per visitare le nuove pompe idrauliche costruite lo scorso anno e il nuovo villaggio di Rwabiharamba: tutta la regione era molto arida, piantagioni di mais bruciate dal sole, erba rinsecchita.

Al nuovo villaggio del progetto Genesi è sempre festa quando arriviamo: non canti e danze, ma sorrisi e ringraziamenti e a pochi minuti dal nostro arrivo la gente dell’intero villaggio, soprattutto donne e bambini (gli uomini sono al pascolo con le mucche) si avvicinano per salutarci. Per noi è sempre un bagno di folla. Anche questa volta non siamo arrivati a mani vuote, abbiamo portato il sapone del nostro saponificio di Rutongo e ad ogni nucleo familiare abbiamo regalato un nuovo modello di torcia molto solido, con 4 intensità di luce e con la possibilità di ricaricare i telefonini (per quei pochi che lo possiedono). Abbiamo inoltre dato dei fondi per allestire un vivaio di piante da frutta accanto alla fontana del villaggio.
La qualità delle torce sembra essere molto buona, i pezzi sono fabbricati in America poi vengono inviati in Cina per essere assemblati. Questo ancora per poco perché un progetto di amici italo/ruandesi è in corso per organizzare un atelier di assemblaggio qui in Ruanda: brave Jeanne e Charlotte coi loro mariti italiani!
In questo Paese non ci sono materie prime e ogni idea creativa per portare posti di lavoro sul territorio è la benvenuta!

Queste torce sono il sostituto delle nostre lampade a petrolio, anche in Valcolla non avevamo la luce e mi ricordo la Lina che prima dell’alba veniva da Scareglia a Signôra con la sua lampada che lasciava una scia di petrolio a mungere la mucca nella stalla accanto a casa nostra, oppure la nonna che a volte mi svegliava, sempre prima dell’alba, per portarmi sulla Gazzirola a vedere la levata del sole, anche noi con la lampada a petrolio che poi nascondevamo quando albeggiava e la riprendevamo al nostro ritorno.

Ormai la savana l’abbiamo percorsa in lungo e in largo, da nord a sud, da est a ovest, anni di pompe idrauliche ci hanno portato nei posti più discosti e lontani da tutto, ore e ore su piste rossastre ma sempre siamo meravigliati dalla bellezza del paesaggio, dalla dignità di queste persone che da pochi anni ci abitano nella loro estrema povertà.

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