RAI3: Radici

Venerdì 10 novembre, in seconda serata ore 23.00, andrà in onda un documentario sulla storia di Jeanette/Beata, la giovane signora italo/ruandese che dopo ben 23 anni è riuscita a incontrare suo padre.

Ieri sera una telefonata con Alessandro Rocca, il regista, per una consulenza sull’intervento di insieme per la Pace in Ruanda durante il genocidio. Passerà anche una mia breve testimonianza di fine luglio 1994 quando ho accompagnato Mariapia Fanfani nell’inferno di quei terribili avvenimenti.

Jeanette /Beata è stata accompagnata nel Paese delle Mille Colline dalla troupe di RAI3, quando ha incontrato per la prima volta i superstiti della sua famiglia, in particolare suo padre Léonard e suo fratello Vincent.

Ne approfitto per segnalarvi che è pronto il vino Merlot sia rosso, sia bianco, offerto come ogni anno dalla famiglia Parravicini di Corteglia. Chi ne fosse interessato può ordinarlo e far passare la voce ai propri amici e conoscenti, ci metteremo d’accordo per la consegna.

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Si chiamava Beata

Jeannette si chiamava Beata ma era così piccolina quando la abbiamo strappata dai massacri del Rwanda a Nyamata che ancora non parlava e allora glielo abbiamo dato noi un nome, prima di portarla in Italia.
La bimba è stata poi adottata da una famiglia italiana, adozione perfettamente riuscita!
Ma Jeannette desiderava avere ulteriori informazioni sulle sue radici, sulla sua famiglia biologica e soprattutto sapere se qualcuno tra i suoi era scampato al genocidio.

A febbraio di quest’anno ricevo un messaggio watshapp:
Ciao! Sono Jeannette, ho ricevuto il suo contatto da Mariuccia e le scrivo perché lei magari può darmi delle informazioni sulle mie origini ruandesi, sul mio passato (Era troppo piccola per ricordare). Se lei può aiutarmi ne sarei davvero grata! Grazie, Jeannette.
Alcune telefonate, mesi di ricerca e finalmente ad agosto un commovente messaggio:
ho ritrovato mio padre biologico, Leonard. Ad ottobre andrò a trovarlo.
Ora Jeannette é in Ruanda accompagnata dal suo compagno, le due bellissime bimbe le hanno hanno lasciate in Italia dalla nonna, la mamma adottiva di Jeannette.
Altre sue informazioni: aveva una sorella gemella Beatrice ma non ce l’ha fatta, il papà rimasto vedovo l’ha portata in un orfanotrofio perché da solo non riusciva ad allevare la piccola Beata.

Da Rwanda per non dimenticare (luglio 1994, tipografia Poncioni)
“Nyamata. Pochi giorni prima l’eccidio. Radio mille collines ha usato il solito trucco: canalizzare le persone verso i conventi, le chiese, i luoghi pubblici. E poi lì il massacro ne trucidano migliaia alla volta. Qui è bastato un attimo. Mariapia raccolta ai piedi della statua della Vergine, piange. Io sono chiamata da una suora a tradurre indicazioni e controindicazioni di medicamenti provenienti dall’italia. In Ruanda parlano il kynarwanda, il francese, l’inglese, l’italiano no, non lo conosce nessuno. Ho viso medicamenti che servono per curare reumatismi, o cose del genere: malattie europee. Laggiù servono medicinali contro la tosse (qui la notte fa freddo), la malaria, la dissenteria, la disidratazione, ecc..: mi vergogno della mia pelle bianca, realizzo che laggiù mandiamo materiale assurdo. Per loro fondi di magazzino. Sono scoraggiata. La speranza dei bambini.
E’ bastato un attimo, dicevo e i nostri due pulmini Toyota e persino le camionette delle scorte (che ci accompagnavano e proteggevano) vengono riempiti, stipati di bambini: Mariapia ed io ci guardiamo, ci abbracciamo, scoppiamo a piangere: chi ha più il coraggio di farli scendere? Questi non sono feriti di guerra (era un nostro impegno raccogliere solo feriti), ma sono bambini, vite umane da salvare. Anche le poche suore scampate all’eccidio piangono – salvateli ma riportateli… Ci viene pure consegnato un elenco, ma per alcuni inventiamo un nome, per altri nemmeno quello, non c’è tempo. Abbiamo fretta, l’incredibile tramonto africano annuncia il suo arrivo. Ma Nyamata è già sulla via del ritorno…”

Brava Jeannette! il tuo coraggio e la tua perseveranza regalano raggi di sole.

gabriella

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3 nuovi medici

Buongiorno a tutti,
ecco quanto arrivato ieri dopo la cerimonia di consegna dei diplomi: Marcel, Marie e Nicole, tutti con eccellenza, facoltà di medicina.

Un successo e un riconoscimento per il nostro progetto di sostegno a distanza. Questi nuovi medici, tutti orfani di genocidio, per anni sono stati aiutati e sostenuti da Insieme per la Pace e hanno deciso di dare il meglio di sé per aiutare il loro amato Ruanda.

Ricordo soprattutto Nicole (che per anni ho potuto seguire da vicino), ritrovata viva ancora piccolina sotto dei cadaveri, con gravi traumi psichici ma che con pazienza, sostegno ed amore è riuscita a superarli ed a studiare con profitto.

Grazie a tutti per l’importante sostegno e buon fine settimana gabriella

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Messaggio dal Ruanda

Da qualche giorno Fulvio Mariani è arrivato a Nyagatare per delle riprese insieme a me. Oltre alla corsa chiaramente, ci si concentra molto sull’operato incredibile di Insieme per la Pace e dei suoi partner locali. Mariani filmerà per la trasmissione Sottosopra e la puntata dovrebbe essere mandata in onda fra giugno e settembre.

Oggi, pausa sportiva, abbiamo percorso vari chilometri esplorando alcuni progetti. Abbiamo cominciato con uno dei numerosi villaggi di rifugiati ruandesi provenienti dalla Tanzania, costruito da IPP in collaborazione con il Centro Exodus gestito da Padiri (come lo si chiama in Ruanda) Patrice. Abbiamo parlato con i rifugiati e visto i progressi nelle loro condizioni di vita. Ora, il governo non ha più bisogno di inviare provviste visto che sono diventati autosufficienti in cibo, mucche e acqua (pompa idrica ad energia solare costruita anch’essa con gli aiuti generosi provenienti dalla Svizzera). Le abitazioni danno riparo a circa 63 famiglie.

Insieme a Padiri Salvain, suo attuale sostituto, ci siamo poi addentrati a pochi chilometri dal confine con la Tanzania per vedere alcune pompe idriche costruite recentemente attaccando loro i rispettivi cartelli dell’associazione.
Seppur le strade non fossero in condizioni eccellenti (stagione delle piogge), abbiamo potuto visitare 3 pompe: Kinihira e Gakagati I e Gatagati II, tutte in stato perfetto e ben custodite dagli abitanti dei villaggi che si prendono a carico l’eventuale manutenzione.

Il paese sorprende sempre di più, Rwanda Nziza (Il Ruanda è bello).











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Giornata internazionale dell’acqua

buongiorno a tutti

domani la giornata internazionale dell’acqua!

La scorsa settimana sono iniziati i lavori per tre nuove pompe idrauliche, FRW 70.500.000 circa CHF 86.000.-, a favore dei nuovi villaggi Mirama, Akayampe e Ndama2, grazie alle offerte e ai vari mercatini dello scorso Natale.
Per le prossime 3 nuove pompe, lo scorso fine settimana abbiamo iniziato a raccogliere fondi grazie a due giorni di pesche di beneficenza ad Agno. Il prossimo 25 marzo al capannone di Pregassona ci sarà una festa multietnica e noi saremo presenti con una bancarella di artigianato ruandese, poi il 7 aprile a Castel San Pietro con vendita di miele e prodotti della terra e il 14 aprile, vigilia di Pasqua, sempre a Castel San Pietro davanti alla cooperativa del paese con specialità pasquali.

Invio info e foto sugli importanti lavori in corso.
Con la ditta locale che esegue i lavori abbiamo fatto un accordo orale: almeno 3 pompe alla volta. La zona è lontana dalla capitale e spostare la trivellatrice e gli autocarri con il vario materiale: le cisterne e i ferri per il castelletto dove vengono sistemate con a tetto i pannelli solari, le varie tubature, i cavi elettrici, i sacchi di cemento, le pompe, vari metri di ramina per la protezione delle pompe e altro materiale, è un viaggio lungo e impegnativo perché tutto viene trasportato da Kigali.
In ogni villaggio viene scelto dalla popolazione stessa un comitato per la gestione del proprio impianto. Gli abitanti che ne hanno la possibilità pagano una quota mensile di FRW 500.-, circa CHF 0,55 per stipendiare il guardiano della pompa, della/e fontana/e ed eventuale abbeveratoi per le mucche (a seconda della morfologia del territorio). L’altra metà dei fondi raccolti viene accantonata per eventuali riparazioni. L’acqua erogata è potabile e gratuita per tutti, anche per le mucche. Ogni impianto viene protetta da una recinzione.
Le pompe idrauliche che offriamo fanno parte di un progetto di urbanizzazione della regione del governo ruandese, come pure lo studio di fattibilità e la ricerca dell’acqua. Il geologo e l’ingegnere sono stati scelti dal governo, i lavori di esecuzione sono seguiti da Abbé Patrice, nostro referente nella regione, e dal sindaco di Nyagatare.
Queste 3 pompe che si stanno implementando hanno anche la supervisione di Filippo Rossi, il nostro maratoneta, che sta trascorrendo un periodo di 6 mesi in Ruanda.
La priorità sui villaggi da approvvigionare ci viene segnalata dal sindaco. Un responsabile del comune passa ogni mese per controllare che l’acqua sia sempre potabile.
A lavori ultimati la ditta che esegue i lavori e l’incaricato dell’acqua comunale, danno informazioni al comitato del villaggio e al guardiano su come funziona l’impianto e si mette a disposizione per eventuali riparazioni.

tubature variepompa idraulica e pannelli solari

collaudo

 abbeveratoio per le mucche

impianti già funzionanti

E proprio parlando di acqua, ci teniamo a dirvi che ogni goccia conta! La vostra solidarietà è fondamentale per continuare i nostri progetti in Ruanda, che proprio tra qualche settimana commemorerà il genocidio del 1994.
Eccoci allora a chiedere solidarietà con le vostre offerte, acquistando i prodotti che vendiamo ai nostri mercatini, rinunciando a regali di compleanno a favore degli acquedotti, offrendo una fontana in memoria di una persona cara, organizzando un aperitivo o una cena di beneficenza.
Così saremo davvero insieme per la Pace, per realizzare insieme nuovi progetti.
VI siamo riconoscenti assieme alla popolazione della savana per il vostro prezioso sostegno!
Ricordiamo che ogni offerta è detraibile dalle tassazioni e arriva sul territorio senza alcuna detrazione

con i migliori saluti gabriella

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8 marzo

Innanzi tutto un augurio caro a tutte le donne!

Ed eccoci nuovamente impegnati nella raccolta fondi 2017:

– sabato 11 e domenica 12 dalle 9.30 alle 17.00 circa saremo ad Agno per la tradizionale festa di San Provino, saremo impegnati in due giorni di pesca di beneficenza dotate di ricchi premi, in particolare giocattoli, se qualcuno avesse voglia di aggiungersi a noi per aiutare sarà benvenuta/o;

– lunedì 3 aprile alle 9.15 inaugurazione della nuova sede del negozio dell’usato di Stabio in via Ufentina 20a (di fronte al municipio), siete tutti invitati;

– sabato 8 aprile Castel San Pietro dalle 9.30 alle 17.00 mercatino dedicato al miele e ai prodotti della terra, venderemo pure del miele del Ruanda e altre specialità a base di miele preparate da Rosmarie e da Manuela;

– sabato 15 aprile, vigilia di Pasqua, davanti alla Coop di Castel San Pietro dalle 8.00 alle 12.00 specialità pasquali preparate da Rosmarie e vendita prodotti d’artigianato del Ruanda;

– Ancora non siamo iscritti al mercatino di Pasqua di Lugano ( dal 14 al 17 aprile) per mancanza di volontari, se qualcuno tra voi si mettesse a disposizione per la presenza alla bancarella, ci iscriveremo, sempre che ci siano ancora opposti disponibili.

Notizie sui nostri progetti in Ruanda seguiranno. Al momento vi facciamo partecipi che prossimi giorni inizieranno i lavori per 3 nuove pompe idrauliche nella savana, sotto la supervisione di Filippo Rossi, il nostro maratoneta, che trascorrerà un periodo di 6 mesi nel Paese,

ed ecco la foto del nuovo furgoncino che abbiamo messo a disposizione alla panetteria delle vedove di Rutongo essendo la jeep precedente, acquistata 11 anni fa già d’occasione, molto dispendiosa perché spesso in autorimessa per riparazioni con costi elevati e impedendo pure di presenziare a diversi mercati ( su piste sterrate) sparsi sulle meravigliose colline del Ruanda. Il furgoncino verrà presentato oggi ufficialmente alla popolazione e alle autorità per la festa delle donne, festa molto sentita soprattutto nei paesi africani

cari saluti gabriella

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Ultimi giorni

da Alessandro giovedì 26
Carissimi,
il mio soggiorno in Ruanda dura ancora solo poche ore. Parto sempre a malincuore: c’è così tanto da fare! Penso per esempio a quanto stiamo facendo per otto famiglie di sfollati: allevatori ruandesi che sono stati cacciati dalla Tanzania dove si erano rifugiati, arrivati nelle mille colline senza niente. L’anno scorso sono stati sistemati presso la fattoria dell’associazione delle vedove di Rutongo che avevamo sponsorizzato nel lontano 1998. Alla fattoria c’erano due locali per ospitare i pastori. Lo scorso anno abbiamo costruito per loro altri due locali. Siamo passati più volte a visitarli e abbiamo deciso di costruire due nuovi caseggiati, uno di due locali, l’altro di tre, per dare almeno uno spazio intimo ad ogni famiglia.
Arriviamo da loro verso mezzogiorno, vediamo la cucina (diroccata, bisognerà sistemarla: il preventivo è in allestimento) e il fornello è freddo. Chiediamo quante volte mangiano al giorno. “Quando va bene, una volta.” Dominique, il nostro volontario ruandese, ha portato un grande sacco di fagioli, un materasso per la più piccola, di appena qualche mese. Abbiamo dato i soldi per l’acquisto di mucche, galli e galline, grazie all’azione regali di Natale solidali . La tentazione di portare loro qualcosa in più è grande, ma dobbiamo sempre stare attenti a non confondere aiuti e “vizi”: il confine è così labile!
A Mpumuro, che non ha potuto terminare le scuole secondarie in Tanzania, abbiamo deciso di finanziargli una formazione a Kigali per aprirgli le porte del mondo del lavoro. Ai bambini che vanno alle elementari abbiamo fatto confezionare le uniformi. Sorridiamo perché non riusciamo mai a vedere tutti i componenti delle otto famiglie assieme: c’è sempre qualcuno che è al mercato, con le mucche, a messa…
Ci sono riconoscenti, questi sfollati!

Domenica 29
È il nostro turno di prepararci al rientro. In questi giorni abbiamo finalizzato gli aiuti a questi sfollati che ci hanno preso il cuore. Ieri siamo tornati da loro con sacchi di riso, olio e saponi del nostro saponifico. Galli e galline sono arrivati e sistemati provvisoriamente in attesa di un pollaio con recinzione: un inizio per loro di un progetto di sviluppo all’aiuto sostenibile.

Abbiamo scattato alcune foto:

La cucina attuale per 8 famiglie


Il pollaio provvisorio


La stalla con un caseggiato quasi ultimato


Bimbi sfollati a frequentare la scuola, conoscendo la loro situazione di estrema indigenza il governo da la possibilità di frequentare la scuola anche senza uniformi


Delle vedove per dare le loro uniformi. Hanno deciso loro stessi di frequentare le scuole del villaggio di Rutongo. Partono ancora al buio per salire alla scuola di Rutongo (oltre un’ora e mezza a piedi ovviamente), senza colazione, niente pranzo e se va bene la sera un po’ di cena… ci sarebbe una scuola più vicina dove vanno gli altri bimbi della loro comunità, ma loro stessi hanno deciso di salire la montagna perché dicono che le scuole di Rutongo sono migliori: incredibile e commovente, sono in mezzo al niente, pance vuote… e ci tengono così tanto alla loro scolarizzazione, in Tanzania a scuola probabilmente nemmeno ci andavano…




Distribuzione di capre ai più vulnerabili di Rutongo

Nella speranza che il vostro sostegno possa continuare, i nostri migliori saluti da kigali

gabriella e josianne

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Una gradita sorpresa

Carissimi,
dopo tanta siccità finalmente qui a Kigali è arrivata la pioggia, purtroppo questa notte con scrosci d’acqua violenti: speriamo non abbia fatto troppi danni.
Ormai ci stiamo abituando al cambiamento climatico, eventi sempre più estremi… qui dovrebbe essere la piccola stagione delle piogge ma da tempo non piove e quando l’acqua arriva, oltre a portare sollievo, fa molti danni.

Avrà piovuto pure nella savana? L’altro giorno ci siamo ritornati per visitare le nuove pompe idrauliche costruite lo scorso anno e il nuovo villaggio di Rwabiharamba: tutta la regione era molto arida, piantagioni di mais bruciate dal sole, erba rinsecchita.

Al nuovo villaggio del progetto Genesi è sempre festa quando arriviamo: non canti e danze, ma sorrisi e ringraziamenti e a pochi minuti dal nostro arrivo la gente dell’intero villaggio, soprattutto donne e bambini (gli uomini sono al pascolo con le mucche) si avvicinano per salutarci. Per noi è sempre un bagno di folla. Anche questa volta non siamo arrivati a mani vuote, abbiamo portato il sapone del nostro saponificio di Rutongo e ad ogni nucleo familiare abbiamo regalato un nuovo modello di torcia molto solido, con 4 intensità di luce e con la possibilità di ricaricare i telefonini (per quei pochi che lo possiedono). Abbiamo inoltre dato dei fondi per allestire un vivaio di piante da frutta accanto alla fontana del villaggio.
La qualità delle torce sembra essere molto buona, i pezzi sono fabbricati in America poi vengono inviati in Cina per essere assemblati. Questo ancora per poco perché un progetto di amici italo/ruandesi è in corso per organizzare un atelier di assemblaggio qui in Ruanda: brave Jeanne e Charlotte coi loro mariti italiani!
In questo Paese non ci sono materie prime e ogni idea creativa per portare posti di lavoro sul territorio è la benvenuta!

Queste torce sono il sostituto delle nostre lampade a petrolio, anche in Valcolla non avevamo la luce e mi ricordo la Lina che prima dell’alba veniva da Scareglia a Signôra con la sua lampada che lasciava una scia di petrolio a mungere la mucca nella stalla accanto a casa nostra, oppure la nonna che a volte mi svegliava, sempre prima dell’alba, per portarmi sulla Gazzirola a vedere la levata del sole, anche noi con la lampada a petrolio che poi nascondevamo quando albeggiava e la riprendevamo al nostro ritorno.

Ormai la savana l’abbiamo percorsa in lungo e in largo, da nord a sud, da est a ovest, anni di pompe idrauliche ci hanno portato nei posti più discosti e lontani da tutto, ore e ore su piste rossastre ma sempre siamo meravigliati dalla bellezza del paesaggio, dalla dignità di queste persone che da pochi anni ci abitano nella loro estrema povertà.

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Mwaramutseho, buongiorno

Carissimi,
e ancora siamo a Kigali, Josianne ed io, a spedirvi le foto dei ragazzi che generosamente sostenete. I “padrinati” individuali stanno diminuendo di anno in anno perché man mano che i ragazzi terminano il liceo, per chi continua a sostenerci nel progetto, si passa ad aiuti collettivi: i bimbi orfani sono sempre numerosi e sarebbe difficile accontentare tutti. Gli aiuti collettivi servono ad alleviare soprattutto gli anziani che hanno bimbi a carico per la loro scolarizzazione, per aiuti di emergenza e dove è possibile cerchiamo di distribuire loro anche un animale.

Dal 2011 siamo impegnati attivamente nei nuovi villaggi della savana, che spuntano come funghi, portando un primo aiuto basilare: acqua potabile. Il sottosuolo ruandese è ricco di acqua ma la popolazione in maggioranza non ne ha accesso. Col nostro progetto, grazie impianti rispettosi dell’ambiente, captiamo acqua potabile dalle sorgenti del Nilo a circa 100/150 metri di profondità. Trovata l’acqua viene inserita una pompa protetta da un contenitore in alluminio (in modo che non necessita poi di manutenzione per pulizie varie), che porta l’acqua a una cisterna collocata su un castelletto di ferro, poi da lì per caduta libera va alle fontane. Le pompe sono fisse ad energia diretta e quindi non necessitano di batterie per accumulare energia, la manutenzione è semplice, i pannelli fotovoltaici non generano inquinamento acustico e non emettono gas serra nell’ambiente.

Ad inizio di questo 2017 in 45 nuovi villaggi le pompe sono funzionanti. Le famiglie dei vari villaggi fanno il possibile per pagare FRW 500.-, l’equivalente di CHF 0.55 al mese, per in parte stipendiare il responsabile di ogni pompa e un’altra parte è accantonata per eventuali riparazioni future, per il resto l’acqua è gratuita e può venir prelevata in due fasce orarie: dal mattino presto fin verso le 10.30, poi al pomeriggio dalle 14.30 fino in serata, questo per dare alcune ora di riposo al responsabile di ogni impianto e per permettere alla cisterna di riempirsi. Ogni impianto è gestito da un comitato locale scelto dalla gente del villaggio stesso, con la supervisione delle autorità governative e da un ingegnere che visita regolarmente le pompe assicurandosi che il tutto venga gestito nel migliore dei modi.

Con cari saluti dal Paese delle Mille Colline 

gabriella, josianne e alessandro

 Ecco i bimbi che ricevono gli aiuti collettivi

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Acqua per il Rwanda

Carissimi,
vi ricordo il concerto del 3 dicembre (vedi locandina allegata) offerto dai docenti del liceo di Lugano1.

Le eventuali donazioni, senza alcuna deduzione, ci aiuteranno ad offrire acqua potabile alla popolazione della savana ruandese.

Sperando di avervi con noi invio i migliori saluti, gabriella

concerto-3

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