Alberi si, grazie!

Buongiorno a tutti,
in grand parte dell’Africa, la biodiversità vegetale sta diminuendo con gravi conseguenze ambientali di erosione e di diversificazione. La conseguenza più drammatica, d’altronde già parzialmente in atto, è la migrazione di massa.

Stiamo valutando la fattibilità di un vivaio di piante autoctone in Ruanda.

Si tratterà di creare un vivaio autogestito, secondo il metodo Fukuoka (autore di “La rivoluzione del filo di paglia” e di “Seminare nel deserto”) in collaborazione con l’associazione Alberi, si grazie! che ci aiuta a raccogliere fondi grazie alla manifestazione “Siamo alberi”.

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22 marzo!

Domani la giornata internazionale dell’acqua: cade regolarmente ogni 22 marzo!

E’ una ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, prevista all’interno delle direttive dell’agenda 21, risultato della conferenza di Rio. Ed è all’agenda 21 che ci riferiamo per i nostri progetti che da anni stiamo sostenendo e sviluppando a favore della popolazione del Ruanda, tenendo sempre in considerazione l’impatto sociale, ambientale, economico e culturale.

Anche quest’anno ci vede impegnati nella raccolta fondi per le pompe idrauliche ad energia solare che stiamo offrendo alla popolazione della savana composta per lo più da ruandesi rientrati dell’esilio a guerra e genocidio finito e da sfollati dalla Tanzania che sono stati scacciati dalle loro terre nel corso degli ultimi anni. Di pompe ne abbiamo già offerte ben 35, altre 3 sono in costruzione, ma i villaggi in lista d’attesa sono ancora parecchi.

Ogni pompa costa tra i CHF 32.000.- e i CHF 36.000.- dipende dal cambio del giorno in cui trasferiamo i fondi. L’acqua è potabile ed è captata dalle sorgenti dl Nilo a circa 100 metri di profondità. Le pompe sono fisse, l’energia è diretta e quindi non necessitano di batterie per l’accumulazione che spesso creano problemi anche di inquinamento, soprattutto nel paesi del sud del mondo.

La distribuzione dell’acqua avviene presso fontane comunitarie, le famiglie beneficiarie che hanno la possibilità pagano una quota mensile di circa 40 centesimi: metà della tassa sarà accantonata per coprire i costi della manutenzione, mentre l’altra metà è destinata a coprire i salari del personale incaricato di sorvegliare il funzionamento degli impianti, mentre l’acqua è gratuita.

Gli impianti sono progettati e realizzati da personale del posto. Questo garantisce la presenza di una conoscenza tecnica locale necessario alla manutenzione e alla riparazione di eventuali guasti.

L’acqua viene analizzata periodicamente per garantirne la potabilità.

Eventuali offerte per questi progetti saranno sempre preziose e ben gradite

Da venerdì 25 a lunedì 28 marzo siamo al mercatino di Pasqua di Lugano, in via Soave, bancarella numero 22 con prodotti d’artigiano del Ruanda,
la vigilia di Pasqua a Castel San Pietro con le tradizionali specialità pasquali di Rosmarie

con i migliori saluti e auguri per una Pasqua di serenità e di pace, gabriella

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Prima delle pompe

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Ora alle fontane

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San Provino e …

carissimi,

ecco il programma per le prossime manifestazioni dove saremo presenti:

– il prossimo fine settimana, 12 e 13 marzo, saremo alla sagra di San Provino / Agno per due giorni di pesche di beneficenza;

– il 26 marzo Rosmarie sarà davanti alla Cooperativa di Castel San Pietro con le sue specialità pasquali e artigianato del Ruanda;

– dal 25 al 28 marzo saremo al mercatino di Pasqua a Lugano in Via Soave, bancarella numero 22;

– gentilmente da un anno la Bottega del Mondo di Cassarate / Lugano ci ha messo a disposizione uno spazio per vendere in nostri prodotti d’artigianato del Ruanda

L’intero ricavato delle manifestazioni servirà per portare sostegno agli sfollati della Tanzania che in Ruanda ormai sono diventati stanziali e che abbisognano di tutto.

Sul nostro sito la testimonianza di Stefania che tra gennaio e febbraio è stata co me e Josianne in Ruanda:

Stefania

Nella speranza di incontravi invio i migliori saluti gabriella

PS se qualcuno avesse tempo e disponibilità per aiutarci può chiamarmi allo 0919441488 per organizzare turni di presenza

oppure iscriversi per San Provino http://doodle.com/poll/qxe7tmtpqnqrawpg

per mercatino di Pasqua Lugano http://doodle.com/poll/t8p6z5zqu5dgt27s

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I nonni ritrovati!

Gli ultimi giorni…
ecco un piccolo riassunto della nostra permanenza in queste quasi tre settimane, mercoledì 3 il rientro in Ticino.

I ragazzi dei 3 foyer vanno benissimo; ogni anno diminuiscono perché cresciuti e ormai quasi uomini: gli abbiamo dato educazione, scolarizzazione e strumenti per continuare la vita con le proprie forze.
Al foyer di Rutongo Jean Paul, il ragazzo amputato dalle mine antiuomo durante la guerra ha compiuto i 30 anni, ha lasciato la casa famiglia e lavora come segretario all’associazione delle vedove. Abbiamo fatto una festicciola per la sua partenza dove ha tenuto un discorso dando consigli ai ragazzini “ormai divenuti suoi fratelli”.

La mamma del foyer si chiama Teresa, ma tutti la chiamano maman Joujou ( il nome del più piccolo dei suoi figli che in realtà si chiama Ciel) la scorsa settimana è venuta a Kigali per portare al foyer sua madre che aveva ritrovato due anni fa dopo lunghe ricerche. Teresa, due anni fa, quando le avevo detto che poteva portare sua madre al nostro foyer di Rutongo si era rifiutata perché la mamma sembrava impazzita, impazzita per il dolore. Durante il genocidio si trovava a Kigali ed è sopravvissuta per caso ma marito e 5 figli sono stati massacrati sotto i suoi occhi. Aveva perso ogni contatto con Teresa e con l’altra sua figlia che nel ’94 si trovavano in Tanzania.
Anche la sorella di maman Joujou è stata cacciata dalla Tanzania 4 anni fa mentre suo marito è stato ucciso. Lei a forza ha dovuto prendere la via per il Ruanda con i quattro figli che è riuscita a salvare. Per 2 anni qui a Kigali ha fatto ricerche fino a che è riuscita a trovare mamma, sorella e nipotini.
Unukecuru, ossia la mamma di mamma Teresa, dopo aver ritrovato le due figlie e gli 8 nipotini sta meglio anche se ha a volte momenti di assenza.
E così i bimbi del foyer di Rutongo finalmente hanno una nonna!

Dagli sfollati della Tanzania che abitano nella savana siamo andate venerdì per distribuire uniformi e scarpe ai 120 bambini del nuovo villaggio di Rwabiharamba. Al nostro rientro ci metteremo all’opera per raccogliere fondi per rinforzare e dare porte e finestre alle loro 54 case costruite alla bell’e meglio, proprio una emergenza per dare loro un tetto sulla testa (prezzo per ogni ristrutturazione per casa circa CHF 3.000.-).
La gente del villaggio era veramente affamata, da giorni nessuno mangiava, le 54 mucche che abbiamo distribuito durante il 2015 stanno bene ma solo poche ad ora hanno avuto il vitellino e di conseguenza fanno latte per i bambini.
Prima di partire abbiamo dato FRW 100.000.- per acquistare latte per gli anziani e i bimbi.

Nel secondo piccolo progetto per gli sfollati della Tanzania abbiamo dato sostegno a 7 famiglie che il governo ruandese ha spostato a Rutongo dalle vedove della nostra associazione che le hanno a loro volta sistemate in una vallata dove anni fa avevamo organizzato una fattoria. Mamma mia che povertà! Nella casa del pastore e in una baracca hanno sistemato ben 7 famiglie con niente. Abbiamo dato le uniformi per la scuola dei bimbi, ciabatte, materiale scolastico e regalato una mucca di razza ad ogni famiglia, costruito la stalla per loro con annesso due locali d’abitazione e distribuito una ventina di galline, una ad ogni bimba/o. Anche queste persone parlano di massacri, ruberie, soprusi e quant’altro.

Non abbiamo dimenticato, grazie ora alle adozioni collettive, la distribuzione di capre alle famiglie con bambini malnutriti. A novembre avevamo dato 50 capre e quest’anno altre 20.
Anche al servizio nutrizionale di Rutongo che tramite Epsilon da quest’anno riceve l’equivalente di euro 500 mensili è arrivato un regalo inaspettato: grazie al matrimonio di Giada, l’equivalente di CHF 1.500.- avendo gli sposi rinunciato ai regali a favore della solidarietà.

Una veloce visita alla piantagione di caffé che dallo scorso fine anno ha iniziato a dare il primo raccolto.

Oggi picnic al terzo foyer, la fattoria. Anche oggi un ulteriore congedo con nodo in gola e lacrime represse: Jean De Dieu, 22 anni, raccolto sulla strada ancora piccolino, lo scorso dicembre ha ritrovato suo nonno e ha chiesto di poter andare da lui. Ha terminato le scuole dell’obbligo e per due anni ha compiuto, anche lavorando, una formazione da noi come allevatore. Il picnic di oggi era per la sua partenza, quasi tutti i ragazzi dei foyer divenuti negli anni fratelli erano presenti, eravamo una trentina in tutto a dargli coraggio e a complimentarci con lui per il suo comportamento esemplare. E’ partito con il suo conto in banca, uno zaino per il viaggio, scarpe nuove, vestiti e a sorpresa anche un cellulare.

In questo periodo si stanno svolgendo i campionati africani di calcio previsti in Tunisia ma spostati qui in Ruanda per questioni di sicurezza.
Alcune squadre sono state eliminate e dalle interviste agli uscenti risulta molta sorpresa espressa dai giocatori africani sia sull’accoglienza del Rwanda, sull’interazione tra polizia, militari e popolazione, sia sull’organizzazione e pulizia di questo Paese.
All’apertura del campionato il discorso del presidente Paul Kagame è stato ben chiaro, che lo sport sia vissuto sportivamente e non sia un’occasione per disordini e violenze varie.
Qui all’uscita degli stadi non ci sono poliziotti in assetto di guerra antisommossa, tutto si svolge nella calma. Tempo fa a un tentativo di destabilizzazione da parte degli hooligans la polizia è stata molto severa e ha arrestato i manifestanti violenti, va beh da allora il dopo partita fila via, liscio come l’olio.

Ieri era la giornata nazionale dell’umuganda ( volontariato per lavori comunitari), i rappresentanti dell’Unione Africana di Calcio hanno partecipato attivamente e sorridenti con picconi, badili e scope. Nel discorso a fine umuganda il vice presidente della CAF ha ringraziato per l’ accoglienza e augura che il Ruanda serva d’esempio a tutto il resto del Continente Africano sia per la buona governanza, sia per le giornate di volontariato.

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Che lo stupore di questo piccolo sfollato ci possa accompagnare nel percorso della nostra vita.

Con cari saluti gabriella, josianne, stefania

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Detto?… fatto!

Eccoci,
in una decina di giorni già abbiamo fatto moltissimo, va tutto così in fretta qui, altro che luogo comune in Africa i ritmi sono lenti…: ecco la seconda mole di lettere pronte da essere spedite ai padrini dei nostri bimbi, ore e ore di paziente lavoro, in ogni busta una, due o più foto con lettera di accompagnamento, io davanti al computer ad aggiornare le schede, Josianne e Stefania a imbustare, mettere timbri, francobolli e da ultimo a richiuderle tutte. Questo ogni ora libera che ci vedeva a casa.

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Sul territorio? venerdì scorso quando eravamo salite e Rutongo avevamo stabilito che ad ogni famiglia di rifugiati, mal sistemati alla fattoria delle vedove, avremmo dato una mucca di razza incrociata e così abbiamo inviato un pastore su e giù per le colline a cercare le mucche. Una prima risposta sabato mattina presto, due mucche sonno state trovate, poi tre poi quattro infine la sera tutte le 7 mucche pronte per cambiare padrone. Bene, bene domattina potremo andare a distribuirle, pagarle e prendere le foto per chi le ha generosamente regalate. Ma domenica, mattino presto presto, una telefonata di Constance, un inghippo a cui non eravamo preparate: le mucche non escono dalla stalla se almeno non diamo la metà del costo di ciascuna. Oh cavolo, e ora? Diamo appuntamento a Constance nel pomeriggio alla fattoria per organizzare il tutto: regalare mucche è perfetto ma gli annessi e connessi? Stalla, veterinario, vermifughi, disinfestazione per liberarle da eventuali zecche, anelli alle orecchie, antibiotici per eventuali malattie, siringhe, ecc…
Alle 15.00 puntualissimi arrivano Constance, il capo muratore per la costruzione della stalla, due camion con sabbia, cemento, legni e lamiere per la copertura del tetto.
Gli sfollati, bimbi compresi vengono invitati a dissodare e preparare il terreno per la costruzione della stalla e già che ci siamo, su insistenza del nostro caro Dominique che ci accompagna ovunque (è il suo momento di essere il nostro volontario, il fratello Emmanuel è in America e lui lo sostituisce degnamente) anche due locali per sistemare le due famiglie che vivono nel casolare di giunchi, qui è la stagione delle piogge e piove spesso e fortissimo, nel casolare entra acqua da tutte le parti, inoltre le notti sono frescoline a volte pure fredde, siamo a 2000 metri d’altezza. Subito partono i lavori.
Constance è arrivata con un taxi motò, organizziamo i lavori, la riempiamo di soldi (l’equivalente di CHF 4.000.- in biglietti di FRW di piccolo taglio per andare dagli allevatori a pagare le mucche) e, con il tassista che l’ha aspettata pazientemente, parte. Non hai paura di essere derubata? certo che no! Ha fretta, vorrebbe però rientrare a casa prima del buio.

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Lunedì mattina ore 5.00 arrivano le mucche, hanno viaggiato tutta la notte, sono stanchissime e provvisoriamente vengono sistemate in un recinto ma subito vengono accarezzate, coccole e canti speciali per loro! Martedì risaliamo al villaggio di Rutongo, paghiamo per la stalla con annessi, incontriamo il veterinario: le ha già visitate dice che hanno bisogno anche di vitamine perché sfiancate dal viaggio.

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Ogni bambino riceve l’uniforme, un paio di ciabattine e un po’ di materiale scolastico e a tutti, adulti compresi, un buon panino fresco fresco della nostra panetteria. Già che ci siamo organizziamo anche affinché ogni bimbo riceva una gallina.

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Ieri, venerdì, ritorniamo dagli sfollati, i bimbi sono seduti tutti insieme davanti al casolare, ancora tristi, nessun sorriso, soffrono ancora dal lungo viaggio e dai traumi subiti quando a forza sono stati cacciati dalla Tanzania, hanno visto o genitori o nonni o amici essere brutalmente uccisi. Di una nonna ritrovata racconterò nei prossimi giorni.

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Le mucche arrivate sono bellissime e con nostra sorpresa sono tutte mucche di razza, il loro valore è quasi il doppio di quanto sono state pagate, la fame e l’estrema povertà degli allevatori ci hanno avvantaggiati, mi spiace per loro ma per noi è stato un affare, o meglio per le famiglie che la hanno ricevute.
Arriva pure la sorpresa per ogni bambino una gallina e finalmente un po’ di gioia anche per loro.

In questa specie di nuovo villaggio fortunatamente l’acqua non manca, ben 15 anni fa, quando avevamo organizzato la fattoria, abbiamo portato acqua fresca potabile, ci siamo allacciati all’acquedotto che abbiamo ristrutturato dopo la guerra, con alcuni km di tubi, costruito una cisterna con fontana per i pastori e abbeveratoi per le mucche.

Con cari saluti gabriella, josianne e stefania

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Ticino, 20 minuti

Buongiorno a tutti,
l’altro Ieri su 20 minuti vi é un’indagine sulle varie ONG operanti in Ticino, Insieme per la Pace figura al primo posto per le spese amministrative/viaggi/ecc. (2.9% di tutti gli introiti)

www.tio.ch/News/Ticino/Attualita/1065450/Inchiesta-sul-no-profit-ecco-dove-finiscono-le-donazioni/

Vorrei precisare che quel 2,9 per cento di spese è interamente coperto dalle entrate delle tasse sociali perché il 100 per cento delle entrate di beneficenza arriva sul territorio, senza alcuna deduzione.

E noi rieccoci in Ruanda. A gennaio Josianne da diversi anni mi accompagna, vi resteremo solo 3 settimane che quindi saranno giornate molto intense, da subito.
Prima della partenza a metà novembre 2015 con Priska e Lily eravamo salite a Rutongo per una riunione con le vedove e per fare gli ultimi acquisti per i mercatini di Natale. Davanti alla panetteria 3 anziani con alcuni bimbi ci aspettavano, anche loro scacciati dalla Tanzania, spogliati di tutti i loro averi. Purtroppo i fondi a disposizione per gli aiuti erano terminati e a parte alcuni sacchetti di pane abbiamo potuto far ben poco per loro, per non dire nulla.
Ricordo che ero partita con l’amaro nel cuore e spesso in Ticino ho pensato a loro dicendomi che al mio rientro avrebbero avuto la priorità assoluta e allora, malgrado la stanchezza del viaggio ( partite da Lugano alle 03.45 e arrivate a Kigali verso le 23.00) già ieri abbiamo dato a Constance l’appuntamento a metà strada per andare alla fattoria che una quindicina di anni fa avevamo organizzato per l’associazione delle vedove di Rutongo.
Sei “famiglie” di questi sfollati sono state accolte in questa struttura non concepita per ospitare una ventina di persone. Come e dove alloggiano? nella casa del pastore ben 4 famiglie, in un casolare di giunchi ricoperto di paglia col tetto di lamiera altre 2 famiglie che condividono uno spazio di circa 5 metri per 3, ossia una coppia coi loro 3 figli e una giovane mamma che vagabondava da sola e soccorsa durante l’esodo dalla famiglia ospitante: nel pigia pigia della fuga il marito le è stato ucciso, come pure spersi o uccisi altri familiari di questi superstiti che sono convinti di essere scappati e scampati da una cruente guerra, ma nessuna guerra in Tanzania… solo una decisione del governo tanzaniano.
Il primo appuntamento è per domani al centro delle vedove su a Rutongo, per loro due ora di salita a piedi per noi mezz’ora d’auto su piste sterrate.
Verranno coi bimbi in età scolare a prendere le misure per le uniformi e il materiale necessario per la loro scuola, ciabattine comprese.
Il prossimo sarà al mercato del bestiame martedì prossimo dove ognuna di queste famiglie riceverà una mucca di razza incrociata.
La buona notizia della mucca li ha lasciati proprio allibiti, non speravano tanto, proprio loro che in Tanzania vivevano una vita agiata con centinaia con mandrie numerose essendo la loro cultura basata sull’allevamento e la loro dieta sul latte e sui suoi derivati.

Chissà se domani o martedì riusciremo a strappargli un sorriso? ieri tutti erano moto tristi e alla nostra partenza uno del gruppo ci ha seguiti per chiederci FRW 1000.- ( CHF 1.35.-) per acquistare due pezzi di sapone, dicendo non vorremmo presentarci così sporchi.

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Parte del gruppo davanti al casolare.

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La danza dell’anziano “invaso dalla gioia” per la notizia della mucche in arrivo.

Alla prossima e cari saluti,  gabriella e josianne

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Uno sguardo oltre le guerre

Carissimi,
il coro goccia di voci, dove sgocciolo tra bassi e tenori, terrà domenica 20 dicembre alle ore 16.00 al cinema Teatro di Chiasso un concerto per i richiesti d’asilo al quale siete tutti cortesemente invitati, vedi locandina.

Ricordiamo che siete ancora in tempo per offrire regali natalizi solidali a favore degli sfollati in Ruanda: si possono regalare galline, capre, mucche, fontane o intere pompe idrauliche ad energia solare, oppure sabato dalle 15.30 alle 20.30, al mercato natalizio di Coldrerio, acquistare vino il nostro merlot bianco Nebiungu, oggetti d’artigianato ruandese con presepi, angioletti e molto altro…

Con cari saluti gabriella

oltreleguerre

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Aperitivo, Merlot e mercatini

Buongiorno!
Maruska, l’amica di Piska e Lily, sta organizzando per giovedì 26 novembre alle ore 18.00 presso l’enoteca di Vezia nonsolovino un aperomucca.. è gradita la riservazione.

Comunico inoltre che il vino Merlot nebiungu, sia rosso che bianco, offerto generosamente dalla famiglia Parravicini è a disposizione, lo si può riservare tramite mail al nostro indirizzo o per telefono allo 0919441488.

Ecco il programma dei nostri mercatini natalizi:
– 28 novembre Tesserete 9.00/ 18.00
– 28 novembre Vezia 9.30 / 17.00 – Vuoi aiutarci?
– 6 dicembre Castel San Pietro 15.00/19.00
– 8 dicembre Manno 9.30/18.00 – Vuoi aiutarci?
– 8 dicembre Curio 15.00 alle 19.00
– 12 e 13 dicembre Mendrisio 10.00/17.30 – Vuoi aiutarci?
– 13 dicembre Museo Vela LIgarnetto 10.00/16.00
– 19 dicembre Coldrerio 15.30/ 20.30

Se volete aiutarci a uno dei mercatini cliccate i link sopra, saremo felici.
Con cari saluti gabriella

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Da Priska

Eccomi giunta al termine di questa particolare avventura in Ruanda, con Gabriella e Lily.
Che sarebbe stata un’esperienza intensa e speciale per me, me lo potevo aspettare…e pur lasciando spazio allo sconosciuto che mi aspettava, non credevo di trovare tanta ricchezza di paesaggi, colori, sentimenti, vissuti e umanità.
Gabriella, con la sua forza ed energia travolgenti, ha accompagnato me e Lily in questo viaggio, attraverso i vari progetti, tra orfanotrofi, case famiglia, fattorie, pompe idrauliche, centri di Sanità ecc….
Abbiamo potuto guardare con i nostri occhi e toccare con mano, quanto è stato fatto qui in Ruanda dall’associazione “Insieme per la Pace” e quanto ancora può essere fatto.
Abbiamo attraversato l’incantevole terra del Ruanda che cambia aspetto da regione a regione, offrendo un paesaggio incantevole, siamo state vicine e toccate dritte al cuore dal popolo, a tratti curioso, a tratti spaventato ma sempre accogliente e disponibile.
E proprio qui, a contatto con questo paese, abbiamo trovato la ricchezza nella povertà, l’importanza dei piccoli gesti e l’essenziale se non vitale importanza di qualsiasi genere di contributo, donazione o aiuto.
Personalmente porto a casa ricordi intesi e gratitudine per aver ricevuto in cambio, così tanto…

Priska

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Lacrime e mucche

Oggi veramente è stato troppo, non sono riuscita a non piangere…

Lily e Priska sono partite alle 04.00 per andare a visitare il parco Akagera, io e Dominique verso le 08.00 per andare a fare la distribuzione delle mucche agli sfollati, ormai residenziali nella savana e proprio nelle vicinanze dell’uscita del parco. L’appuntamento con le mie amiche, salvo inconvenienti, tra le 11.00 e le 12.00.

Arriviamo al punto d’incontro, le mucche sono già arrivate, la gente è in attesa. Dopo alcune chiamate andate a vuoto perché il telefono di Lily si collegava con la rete tanzaniana, finalmente riesco a parlarle per sapere se fossero nelle vicinanze e poter iniziare la distribuzione. No no, la risposta, siamo nel mezzo del parco davanti a una bellissima leonessa, sdraiata proprio davanti a noi.

E allora? certamente non prolunghiamo l’attesa a queste persone, le mucche è dall’alba che sono in cammino, il sole è cocente.
Sapendo nel corso della nostra precedente visita della disponibilità che abbiamo dato di offrire le 14 mucche alla famiglie rimanenti dalle precedenti distribuzioni, i pochi anziani del nuovo villaggio hanno convocato una riunione per decidere come procedere su chi dare la precedenza nella scelta del prezioso dono, la mucca.
Ecco i primi, tre ragazzi capofamiglia ancora minorenni che durante la scacciata dalla Tanzania sono rimasti orfani e soli ad accudire e allevare fratellini e sorelline. La prima è una ragazza, il secondo e il terzo due maschi.
La scelta cade su una bellissima mucca nera nera e la ragazza dalla maglietta gialla le si avvicina, la tocca per segnalare la sua scelta, poi col viso inondato di lacrime mi si avvicina per ringraziarmi… come non si può partecipare alla sua commozione? piango con lei. Tocca poi ai due ragazzi, anche loro mi si avvicinano e si commuovono, piangono e io con loro.

Poi il più anziano, matita in mano e un pezzetto di preziosa carta sgualcita a quadretti che riduce in 11 pezzetti a preparare la tombola per i rimanenti. Su ciascun fogliettino scrive il nome di ogni mucca e lo accartoccia.
Seguendo poi un iter ben preciso e già concordato alla riunione, vengono chiamate prima le vedove e poi gli uomini che pescano il nome della “loro” mucca, è la tombola dei meno abbienti, solo che invece di acquistare cartelle le persone vengono prescelte in base alla loro situazione familiare: prima le più povere e con molti bimbi (oltre ai loro anche orfani dall’esodo sforzato), poi gli uomini.
Questo più anziano ha 83 anni e aveva ricevuto la sua mucca a gennaio: lui, il prescelto in assoluto perché oltre ad essere rientrato in Rwanda con la nuora e 8 nipotini è riuscito a salvare altri 10 bimbi orfani, figli di vicini e amici che ora ospita nella sua misera casa.
In totale a questo villaggio abbiamo distribuito da gennaio ad oggi 55 mucche per un costo totale di circa CHF 35.000.-, mentre nella regione, sempre nel corso di quest’anno offerto altre 4 pompe idrauliche ad energia solare per un costo di CHF 144.000.-, l’arredamento del servizio di sanità di Gatebe CHF 38.000.-, servizi igienici, seconda sala parto e cucina altri CHF 66.000.-: le vostre generose offerte ben utilizzate e sfruttate al meglio, grazie di cuore!

Rifletto su considerazioni di alcuni miei amici in Ticino che non conoscendo il Rwanda, parlano di dittatura. Dittatura? Ma che dittatura, dove troviamo una democrazia concreta semplice e diretta come qui? Nessun favoritismo, nessun nepotismo, nessun compromesso, nessun poliziotto, nessun militare, i responsabili del governo impegnati in una riunione regionale e a noi la massima fiducia. Tutto è andato per il meglio senza tensioni ma con molta commozione e forse nostalgia di terre lontane.

Ecco dove a volte può ci portare questa nostra vita così misteriosa, nel cuore dell’Africa a distribuire mucche, ma chi se lo aspettava? io no, non era nei miei programmi. Ma oggi, se potessi scegliere dove e come morire ecco, vorrei sciogliermi qui, sotto questo sole cocente, nel mezzo di questa amata savana rwandese, diventare pozzanghera (non siamo fatti per il 70 per cento di acqua?) e cosÌ un ciuffo d’erba in più e una mucca felice di poterla brucare

con cari saluti gabriella

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La ragazza dalla maglietta gialla.

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La prima mucca scelta.

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Le “cartelle” della tombola.

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